Sul muro di un palcoscenico una mano anonima ha scritto 'qui si dicono per gioco le cose serie'

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Divini e Maestri - E/F


Divini e Maestri (E/F)

I video/filmati, salvo indicazione diversa, sono presentati in italiano



Daniel EZRALOW   Coreaografo/Danzatore  [Profilo] [Sito Momix]
DANIEL EZRALOV  Rif. www.youtube.com/watch?v=qNQVxnqAlw8
Altri Video
  • David Parsons e Daniel Ezralow 'Brothers' 1981 Due grandi maestri della danza contemporanea. Fondatori degli ISO, uniti da una grande amicizia oltre che dalla professione, crearono agli inizi degli anni '90 questo coreografia intitolata "Brothers". La musica di Stravinsky sottolinea perfettamente, nei vari passaggi, gli stati d'animo di simpatia, affetto, complicità e rabbia scatenati dalla competizione fra due "fratelli"
  • Scena dal film 'La visione del Sabba' 1988 - di Marco Bellocchio con: Omero Antonutti, Daniel Ezralow
  • 'Across the Universe' 2007 Dietro le quinte delle prove del dramma di Julie Taymor con il pluripremiato coreografo Daniel Ezralow. Splendide sequenze di danza surreale del 1960.
  • 'Why Be' 2009 (prove - alla fine del video il link alla 2° parte)
  • 'Why' 2009 Why è uno spettacolo dal grande impatto visivo che si avvale delle più moderne tecnologie scenografiche, la cui espressività è frutto della ricerca e dell’inedita sperimentazione tra tecniche diverse e stili contrapposti, da sempre tratto distintivo dell’opera di Ezralow. Virtuosismo, energia, sensualità, freschezza: la danza torna ad essere espressione di gioia, per lasciare nello spettatore il segno indelebile dell’esperienza unica e irripetibile. In una società dove lo straordinario diventa regola di vita e imperativo da perseguire ovunque e sempre forse è proprio la normalità a diventare oggi straordinaria, insolita, unica, meravigliosa. Daniel Ezralow ha creato così il suo show dove i ballerini sono i primi a rappresentare se stessi: “real people dance“, persone “normali” che sono riuscite a realizzare le loro aspirazioni, artisti in cui ogni spettatore può riconoscersi, incarnando l’oggetto stesso dello spettacolo.A condurre la scena è la semplice invenzione che senza soluzione di continuità lega i quadri che costituiscono lo spettacolo, in cui si esprime la creatività personale dei ballerini attraverso un’improvvisazione studiata e poi realizzata. La compagnia è formata dai ballerini Marcus BellamyBruno CentolaTyler GilstrapRoberta MiollaJessica VillottaRyan Daniel BeckAdele Leroi NickelChristopher TierneyAnna Gargiulo e Gianluca Falvo.Le musiche dello spettacolo sono varie e comprendono, tra gli altri, brani di The Beatles, Ludovico Einaudi, David Lang, Alanis Morissette, Sigur Rós U2, Vangelis, Thom Willems. Il light designer è Marco D’Andrea, i video sono di Noise Video/Michele Fuccio Spark Digital Entertainment/Francesco Paglia, i costumi di Elena Mazzoli Alessandra Robbiati.
  • 'Cats' 2009 - Compagnia della Rancia regia Saverio Marconi coreografie Daniel Ezralow - Spettacolo - Backstage
  • 'ISO - Time Out' - musica Ludovico Einaudi con: Daniel Ezralow Jamey Hampton Ashley Roland Morleigh Steinberg' Con Time Out, si balla a soggetto. Ha infatti una vera e propria trama, fantasiosa e fantastica, la pièce multimediale - un lavoro di teatro musicale danzato, la definiscono gli autori - creata da Ludovico Einaudi, musicista, e Andrea De Carlo, scrittore. Gli interpreti sono Daniel Ezralow, Jamey Hampton, Ashley Roland e Morleigh Steinberg, ovvero i quattro- danzatori-quattro luminosamente sani e americani del gruppo di danza contemporanea Iso. Nell' èra della figurazione e del racconto in danza (sopravvivono, soprattutto in America, i coreografi astratti, ma solo come casta scarna e aristocratica, tendenzialmente immobile, rivolta a un' auto-citazione all' infinito), nasce dunque, dai tiri incrociati di una collaborazione triangolare (musica, danza, testo) uno spettacolo di danza (oppure, meglio, un evento scenico con tanta danza) che si qualifica come narrativo. Proprio con una vera storia? Sostanzialmente sì risponde Daniel Ezralow. Anche se la nostra danza composta per Time Out è molto immaginifica: punta all' evocazione indiretta più che al racconto diretto. Interpreta un libretto, quello di De Carlo, ma senza necessariamente seguirlo alla lettera. Quante variazioni intorno al tempo Il libretto parla delle sorprese che la nozione di tempo ci può riservare: matematico-cronologico, oppure trasgressivo; visionario o realistico, accelerato o dilatato; tempo scandito dal quotidiano, o tempo liberato nella sfera dell' immaginario. I personaggi-riferimento di questo viaggio nella dimensione-tempo sono A e B, un uomo e una donna. Vivono sui binari paralleli di due differenti stati temporali. Lui si muove in una sorta di quarta dimensione, dove ogni anomalia diventa possibile. Lei vive invece in un tempo reale, mentre lo spettatore segue la contemporaneità non sintonizzata dei loro percorsi. Così secondo la storia ideata da De Carlo. Era strutturata, in origine, come una sceneggiatura per un film, racconta Ezralow. Noi, sulla base della musica di Einaudi, colonna sonora di forte spessore, molto condizionante, abbiamo adattato la trama scritta al nostro mondo di movimento con una certa libertà d' azione. Lo spazio del fantastico, nella nostra concezione, è il palcoscenico teatrale, mentre lo spazio del reale è la platea. L' azione inizia con un uomo in una stanza, che apparentemente vive in un tempo reale. Questa stanza è sistemata in mezzo al pubblico. Tutto il viaggio di Time Out, in questa chiave, diventa un itinerario per connettere il tempo reale degli spettatori con il tempo fantastico del palcoscenico, dove l' incontro tra i due tempi, il passaggio a un' altra dimensione, provocherà una collisione tra i due stati. In questa logica, che giocherà su un forte uso del bianco e nero in contrasto con l' accensione di colorazione da cartoons, la danza degli Iso, ci dice Daniel, sarà terribilmente atletica e saltata: come se volessimo appropriarci del segreto del volo.
  • 'Tarantella' 1985 Un grande della danza contemporanea che, con uno stile personale fatto d'improvvisazione, freschezza, ironia, vitalismo scenico e talvolta privo di coreografia, ha portato una ventata di novità nei palcoscenici di tutto il mondo. Questa scena è tratta dal film "Un Complicato Intrigo di Donne Vicoli e Delitti" di Lina Wertmuller.
  • 'Intervista barbarica' con Daniel Ezralow



Federico FELLINI   Regista  [Profilo] [Fondazione Federico Fellini]

'Roma' 1972 (Film completo - doppiato russo) Rif.http://www.youtube.com/watch?v=k-3O7KUiyH8
Altri Video
  • 'Federico Fellini- Documentary (alla fine del video il link alle altre 7 parti)
  • Due scene da "Il Bidone" 1955 (?) - regia Federico Fellini - 2° scena 'Il Bidone'
  • 'Otto minuti sul set di 8 1/2' 1963 - di Federico Fellini
  • Due scene dal film 'Giulietta degli spiriti' 1965 - di e con la regia di Federico Fellini con Giulietta Masina (alla fine del video il link alla seconda scena)
  • Federico Fellini 'Premio Oscar alla carriera' 1993
  • (Momentaneamente inattivo) 'Sono un gran bugiardo2002 (alla fine del video il link alle altre 9 parti) - Federico Fellini detta la sua biografia al regista canadese Damian Pettigrew in un lungo documentario intervista che ripercorre parallelamente tutta la sua carriera. I racconti del Maestro sono intrecciati con quelli di tecnici, artisti, collaboratori. Tra scene inedite tratte dai suoi capolavori, Fellini svela di essere stato soprattutto un "bugiardo" di talento. I documentari su personalità dello spettacolo - cinematografico o d'altro genere che sia - sono spesso delle delusioni, sostanziandosi per lo più di aneddoti più o meno interessanti e presunti dietro le quinte. Pettigrew evita la trappola convocando testimoni sceltissimi (Benigni, ma soprattutto Stamp e Sutherland) e raccontando per una volta non tanto il Fellini "public figure" del cinema italiano, con presunte piacevolezze annesse e connesse, ma il teorico e l'artista. Da 10 ore di conversazioni filmate nel biennio 1991-92, poco prima della morte del regista (1993), il giornalista e documentarista canadese D. Pettigrew ha cavato un documentario dove al discorso di Fellini, insolitamente serio e grave, sulla natura, i modi, le fonti del suo talento creativo si alternano immagini e frammenti dei suoi film (soprattutto di, la sua opera più esplicitamente autobiografica); dichiarazioni degli amici (Titta Benzi, il pittore Rinaldo Geleng), dei collaboratori (Tullio Pinelli, Giuseppe Rotunno) e degli interpreti (Donald Sutherland, Terrence Stamp, Roberto Benigni); visite ai luoghi dove furono girati alcuni dei suoi film; immagini inedite di Fellini al lavoro sui set di Satyricon eCasanova. Un viaggio di 105 minuti per capire il mondo di uno dei più grandi cineasti del secondo Novecento e dare il giusto senso alla sua dichiarazione di poetica: "Le cose più vere sono quelle che ho inventato".  
  • Da "La valigia dei sogni" la storia del film 'Lo sceicco bianco' 2009

  • FILM COMPLETI
  1. 'Luci del varietà' 1950 - sceneggiatura Federico Fellini, Alberto Lattuada, Tullio Pinelli soggetto Federico Fellini regia Federico Fellini, Alberto Lattuada fotografia Otello Martelli montaggio Mario Bonotti musiche Felice Lattuada scenografia Aldo Buzzi interpreti: Carla Del Poggio, Peppino de Filippo, Giulietta Masina, Folco Lulli, Franca Valeri, Carlo Romano, John Kitzmiller, Silvio Bagolini, Dante Maggio, Alberto Bonucci, Vittorio Caprioli, Giulio Calì, Mario De Angelis, Checco Durante, Joe Fallotta, Giacomo Furia, Renato Malavasi, Fanny Marchiò, Gina Mascetti, Vania Orico, Enrico Piergentili, Marco Tulli, Alberto Lattuada (film) - Checco Dalmonte (Peppino de Filippo) è attore comico in un'improbabile compagnia di varietà, perennemente in bolletta, dove fa coppia con la fidanzata Melina (Giulietta Masina).  
  2. 'I Vitelloni' 1953 - regia Federico Fellini soggetto Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Federico Fellini sceneggiatura Ennio Flaiano, Federico Fellini con: Franco Interlenghi, Alberto Srdi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Eleonora Russo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Enrico Varisio, Paola Borboni, Lida Baarovà, Ariette Sauvage, Vira Silenti, Maja Nipora, Achille Majeroni, Silvio Bagolini, Giovanna Galli, Guido Martufi, Milvia Chianelli, Lilia Landi, Franca Gandolfi, Lino Toffolo (film) - Il film è incentrato attorno a un gruppo di cinque giovani di Rimini: l'intellettuale Leopoldo, il donnaiolo Fausto, il maturo Moraldo, l'infantile Alberto e l'inguaribile giocatore Riccardo. Il soggetto del film era stato concepito per essere ambientato nell'allora cittadina di Pescara. Fellini decise di ambientare il film a Rimini, sua città natale, anch'essa una piccola città costiera sul Mare Adriatico. Tuttavia le riprese si svolsero tra Firenze, Viterbo, Ostia e Roma. La sceneggiatura di Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli è stata candidata agli Oscar del 1958. Il film fu presentato nella selezione ufficiale della 14° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. - Il termine vitelloni è un'espressione che veniva utilizzata a Pescara , città natale di Ennio Flaiano - autore del soggetto del film - nell'immediato dopoguerra. Flaiano, infatti, ha immaginato lo svolgimento della trama a Pescara sviluppandola intorno ad alcuni personaggi di finzione, ma rappresentativi di un modo d'essere dei giovani della città degli anni cinquanta.  Il termine vitellò (vitellone), infatti, era usato a Pescara per indicare quei giovani nullafacenti che trascorrevano le loro giornate al bar o, comunque, senza lavorare. A quel tempo, tra i giovani era facile salutarsi dicendo "Uhe vitellò cum'a sti'?" ("ehi vitellone, come stai?"), sia perché la disoccupazione giovanile era dilagante, sia perché il termine era entrato nel gergo comune. Nel dialetto pescarese, il termine nel corso degli anni è scomparso. Si tratta del primo film di Fellini distribuito all'estero. Campione di incassi in Argentina, il film ottiene un buon risultato in Francia e in Gran Bretagna e uscì negli Stati Uniti nel novembre  1956. Il personaggio di Riccardo è interpretato da Riccardo Fellini, fratello del regista. La voce di Fausto, interpretato da Franco Fabrizi, è doppiata da Nino Manfredi. Nell'ultima scena del film la battuta di Moraldo che saluta Guido dal treno è doppiata da Federico Fellini stesso per marcare l'elemento autobiografico della sua partenza dalla città natale. Il film è stato selezionato tra i 100 film da salvare.
  3. 'Agenzia matrimoniale' 1953 - tratto da "L'amore in città" film in sei episodi diretti dai registi Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Dino Risi e Cesare Zavattini (episodio da lungometraggio) 
  4. 'La Strada' 1954 - un film di Federico Fellini con: Antony Quinn, Giulietta Masina, Richard Basehart, Aldo Silvani, Marcella Rovere  (film) - Il film fu girato in parte nel famoso Circo Saltanò, con attori e comparse prese da questo circo, tanto che Fellini mutò il nome di Anthony Quinn da Saltanò in Zampanò, mixandolo con Zamperla (cognome di un'altra famiglia circense), e vinse un Oscar come miglior film straniero facendo uscire Fellini dai confini nazionali. Il film è stato un trionfo in Francia con 4.483.518 spettatori. Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.
  5. 'Le Notti di Cabiria' 1957 - regia Federico Fellini, sceneggiatura Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, con: Giulietta Masina, Amedeo Nazzari, Francois Perrier,  Franca Marzi, Nino Milano, Jean Molier, Elio Mauro, amedeo Girard, Ennio Girolami, Doriian Gray, Luisa Rolando, Sergio Palato, Sandro Moretti, Mimmo Poli, Mario Passante, Gianni Baghino, Franco Balducci, Ciccio Barbi, Jusy Bonicelli, Loretta Capitoli (film)  - Premio Oscar 1958 come miglior film straniero - Morando Morandini osserva come il film possa apparire frammentato nel susseguirsi degli episodi della vita di Cabiria. In realtà sono legati da una solida struttura narrativa il cui centro è nel personaggio principale. Il film è come «una sinfonia in cui i diversi tempi, gli episodi, si allacciano l'uno all'altro, distaccati ma complementari, per analogia o per contrasto tutti convergenti» nella caratterizzazione della protagonista che tutti li armonizza nella drammaticità del suo destino.
  6. 'La Dolce Vita' 1960 - regia Federico Fellini sceneggiatura Federico Fellini,Tullio Pinelli e Ennio Flaiano sceneggiatura Brunello Rondi fotografia Otello Martelli montaggio Leo Catozzo musiche Nino Rota scenografia Piero Gherardi costumi Piero Gherardi interpreti: Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux, Magali Noël, Alain Cuny, Annibale Ninchi, Walter Santesso, Valeria Ciangottini, Riccardo Garrone, Laura Betti, Lex Barker, Harriet White, Ida Galli, Gianni Baghino, Audrey McDonald, Polidor, Alain Dijon, Enzo Cerusico, Giulio Paradisi, Enzo Doria, Nadia Gray, Mino Doro, Enrico Glori, Adriana Moneta, Dominot:, Adriano Celentano, Christa Paffgen (Nico), Rina Franchetti, Oretta Fiume, Giò Stajano, Jacques Sernas, Gianfranco Mingozzi, Anna Salvatore, Leonida Repaci, Giuliana Lojodice, Franco Giacobini, Giulio Questi, Lilly Granado, Giulio Girola, Daniela Calvino, Umberto Orsini, Renato Mambor, Italo Zingarelli, Renée Longarini doppiatori italiani: Lilla Brignone: Maddalena - Gabriella Genta: Emma - Romolo Valli: Steiner - Gianni Musy: Paparazzo (film) - La Dolce Vita ha vinto la Palma d’Oro a Festival di Cannes e altri importanti riconoscimenti. E’ considerato come il film più maestoso di Fellini, e una delle opere più importanti della storia del Cinema. A differenza dei film già diretti da Fellini, e forse differenziandosi addirittura rispetto al contesto generale del cinema dell’epoca, la Dolce Vita non ha né un inizio né una fine, ma è un continuo di avvenimenti che si succedono, visti attraverso il protagonista Marcello Rubini, interpretato da Marcello Mastroianni, nella Roma del 1960, e la vita mondana che ha il suo centro nella Via Veneto, dove si alternano personaggi famosi ad altri presunti tali, dove accadono fatti più o meno rilevanti, sullo sfondo della Roma all’inizio del boom e di una società senza ideali e  in preda al materialismo, anticipando di alcuni decenni forse il quadro della società contemporanea. Fellini, che non aveva un buon rapporto coi Media, si addentra all’interno del jet set  raccontando Marcello, giornalista affermato, sempre alla ricerca di notizie e con l’idea di fare lo scrittore, e frequenta l’alta società divenendo parte di essa e lasciandosi tirare dentro a feste, eventi, interviste, con la collaborazione dei fotografi, sempre al posto giusto al momento giusto, chiamati “paparazzi”, termine divenuto celebre proprio in questo film. Si contrappongono eventi diversi tra loro: il film comincia con un elicottero che su Roma porta una statua del Cristo Lavoratore, diretta a Piazza San Pietro. E il fatto è seguito da Marcello, interessato a tutto ciò che di più strano accade a Roma. Ma Marcello frequenta anche i locali, così la sera incontra Maddalena (Anouk Aimée), una nevrotica nobildonna, che lo porta a fare l’amore a casa di una prostituta, per poi andare via all’alba. Ma la fidanzata di Marcello, Emma (Yvonne Furneaux), lo aspetta a casa, e sapendo dei tradimenti di lui tenta il suicidio con dei tranquillanti finendo ricoverata. Scopriamo così il tormentato rapporto tra i due: Emma ama in modo sincero ma oppressivo Marcello, che invece non sopporta le attenzioni della ragazza. Un sentimento semplice che non cattura Marcello, sempre alla ricerca di altro nella vita romana.
  7. 'Le tentazione del dottor Antonio' 1962 - di Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli con la collaborazione di B. Rondi e G. Parise scenografie e costumi Piero Zuffi musiche Nino Rota interpreti: Anita Ekberg, Peppino de Filippo (film) - Tratto dal film "Boccaccio 70". Scherzo in 4 atti, ideato da C. Zavattini e prodotto da C. Ponti, che ha come filo conduttore la satira del moralismo e del puritanesimo. Il più vicino al tema è lo scatenato Fellini. 
  8. '' 1963 - sceneggiatura Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi soggetto Federico Fellini, Ennio Flaiano regia Federico Fellini interpreti: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk, Barbara Steele, Nadine Sanders, Mino Doro, Guido Alberti, Madeleine LeBeau, Jean Rougeul, Caterina Boratto, Annibale Ninchi, Giuditta Rissone, Eddra Gale, Mario Conocchia, Cesare Miceli Picardi, Maria Antonietta Beluzzi, Tito Masini, Mario Pisu, Jacqueline Bonbon, Ian Dallas, Georgia Simmons, Edy Vessel, Annie Gorassini, Rossella Como, Eugene Walter, Gilda Dahlberg, Olimpia Cavalli, Hazel Rogers, Bruno Agostini, Elisabetta Catalano, Sebastiano De Leandro, Giuliana Calandra, Frazier Rippy, Roberta Valli, Eva Gioia, Dina De Santis, Roby Nicolosi, Maria Tedeschi, Polidor, Ian Dallas, Marisa Colomber, Sonia Gessener, Luciano Sanseverino, Giulio Calì, Antonio Acqua, John Karlsen (film - alla fine del video il link alle altre 4 parti)
  9. 'Tre passi nel delirio' 1967 - regia Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini con: Brigitte Bardot, Jane Fonda, Alain Delon, Peter Fonda,Terence Stamp (film)
  10. 'Block-notes di un regista' 1967 Finto documentario che segue Fellini dal set per "Il viaggio di G. Mastorna" fino ai sopralluoghi per reperire tracce di antichità e ai provini per il "Satyricon". Quel che doveva essere un documentario di taglio giornalistico, è un vero e proprio TV movie, in bilico tra la finzione e il saggio. Tra i collaboratori Pasquale De Santis (fotografia), Nino Rota (musiche), Ruggero Mastroianni (montaggio).
  11. 'Satyricon' 1969 - sceneggiatura Federico Fellini, Bernardino Zapponi Soggetto Federico Fellini, Bernardino Zapponi (basato sul Satyricon di Petronio Arbitro) regia Federico Fellini Fotografia Giuseppe Rotunno Montaggio Ruggero Mastroianni Musiche Nino Rota, Ilhan Mimaroglu, Tod Dockstader, Andrew Rudin Scenografia Danilo Donati, Luigi Scaccianoce Costumi Danilo Donati Trucco Rino Carboni, Luciano Vito interpreti: Martin Potter, Hiram Keller, Max Born, Salvo Randone, Mario Romagnoli, Magali Noël, Capucine, Alain Cuny, Fanfulla, Danika La Loggia, Giuseppe Sanvitale, Genius, Lucia Bosè, Joseph Wheeler, Hylette Adolphe, Tanya Lopert:, Gordon Mitchell, George Eastman, Marcella Di Folco, Elisa Mainardi, Donyale Luna, Carlo Giordana, Pasquale Baldassarre, Lina Alberti, Alvaro Vitali (film) - La fonte bibliografica principale a cui si ispirarono Fellini e il  co-sceneggiatore Bernardino Zapponi è La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'Impero (1939) di Jerome Carcopino (1881-1970). Il regista stesso definì il film come "un saggio di fantascienza del passato", ma la critica apparve subito spiazzata dall'estremo sperimentalismo narrativo di tipo onirico che Fellini adottò nel film, e per questo molti recensori furono discordi sul valore e il significato dell'opera. In realtà il regista aveva intenzione di prendere l’opera petroniana semplicemente come spunto per descrivere, attraverso il fasto decadente della Roma imperiale dell’epoca, la decadenza stessa insita nella nostra civiltà occidentale moderna e contemporanea. Egli vuole rendere l’instabilità della condizione umana e la forza del caso che pervade tutte le culture nella fase della curva discendente e che interviene a far percepire all’essere umano la caducità della propria vita e l’impossibilità di prevedere ciò che riserva il  futuro.
    « Nella sua struttura di ricognizione onirica di un passato inconoscibile e di rapporto fantastorico sulla Roma imperiale al tramonto, come guardata attraverso l'oblò di un’astronave, il Satyricon non nasconde le sue ambizioni di essere un film sull'oggi. L’itinerario picaresco e becero dei due vitelloni antichi (purtroppo né personaggi veri né simboli) lascia il posto a un’ansia esistenziale e religiosa, all’interrogazione sul significato del nostro passaggio terreno. Su questo versante – al di là della straordinaria ricchezza figurativa, funerea e notturna dell’insieme – i momenti più felici sono l’episodio della villa dei suicidi e l’addio alla vita del poeta Eumolpo »
    Il critico cinematografico Savide Rinaldi spiega il significato del film ponendo un parallelo con La dolce vita:
    « Come ne La dolce vita, il Fellini Satyricon mette i riflettori sulle abiezioni umane, i sogni, le babilonie, la negatività del protagonista, ma mentre il primo film si muoveva nell’ambito della civiltà contemporanea (riconoscibile per tutti) il secondo indaga l’inconscio collettivo, e per questo rappresenta un percorso e un'opera più ostica, a tratti noiosa, non di certo rassicurante. Gli spettatori assistono al film come se questo fosse fatto di sabbie mobili: ogni elemento contiene dei buchi neri in cui perdersi e per cui perdere continuamente il filo del discorso. La grandezza del Fellini Satyricon consiste ancora una volta nella sua inutilità, nel suo essere svincolato dai problemi dell’oggi e del domani, ma di rivolgersi direttamente nell’interiorità dell’umanità, al di là di confini spaziali, temporali, sociali.»
    Il Satyricon di Fellini è un testo cinematografico ricolmo di simbologie oniriche che rimandano alla decadenza del mondo d'oggi. Ad esempio i personaggi vivono in un mondo di rovine: Encolpio e il poeta Eumolpo visitano ad un certo punto un museo. Esso contiene opere d’arte classica già antiche, deteriorate dal tempo, e contemporaneamente sullo sfondo alcuni personaggi sfilano su un carrello come in una messa in scena da teatro di posa. Ed ancora, su una spiaggia si vedono alcuni cannibali divorare il corpo di un poeta, mettendo in scena metaforicamente una sorta di percorso regressivo, archetipico, in cui il cannibalismo è il simbolo del ritorno ad una fase primitiva, animalesca dell'uomo. Attraverso il materiale onirico, Fellini vuole mettere in scena gli incubi e le perversioni inconfessate della società archetipica che descrive, colorando il tutto di una forte patina dionisiaca, irrazionale. La critica sulle prime sembrò ignorare tali significati profondi ed accusò la mancanza di continuità del film ed il fatto che non si interessi di problemi sociali.
  12. 'I Clown' 1970 - regia Federico Fellini soggetto Federico Fellini e Bernardino Zapponi musiche Nino Rota cast: Liana Orfeii, Rinaldo Orfei, Franco Migliorini, Anita Ekberg, Alvaro Vitali e i Clown: Billi, Scotti, Fanfulla, Reder, Valentini, Merli, Rizzo, Pistoni, Furia, Sbarra, Carini, Terzo, Vingelli, Fumagalli, Zerbinati, i 4 Colombaioni, I Martana, Maggio, Janigro, Maunsell, Peverello, Sorrentino, Valdemaro, Bevilicqua, Alex, Bario, Pére Loriot, Ludo, Charlie Rivel, Maiss, Nino, Pierre Etaix, Maia Morin, Lina Alberti (film) - Il titolo del film già ne rivela l'essenza: I clowns non è tanto una ricerca sull'essenza del pagliaccio, sul suo ruolo, ma un incontro straordinario con persone cha hanno fatto la storia del genere e delle diverse figure di clown (Augusto e Bianco). Proprio perché non ho dimestichezza con lo spettacolo agito del circo, se non con le derive e le reinterpretazioni esistenzialiste, ho fatto un po' di fatica a seguire nomi e sviluppi, ma credo di potere riferire l'importanza del circo francese nel panorama europeo, ma anche il senso di una tradizione culturale che ha letteralmente attraversato l'Europa negli ultimi tre secoli. Partito da una delle più celebri e rinomate esperienze italiane del circo, quello Orfei, Federico Fellini e la suatroupe - accompagnati dalle musiche ricreate da Nino Rota - procedono con chiaro intento didascalico attraverso brevi, ma numerosissime, interviste, da cui emergono documenti e tempi ormai estinti, soprattutto se si considera che dalla messa in onda di questo film per la RAI sono passati 42 anni. 
  13. 'Roma' 1972 - di Federico Fellini e Bernardini Zapponi regia Federico Fellini musiche Nino Rota scenografia Danilo Donati motaggio Ruggero Mastroianni fotografia Giueppe Rotunno con: Alvaro Vitali: Alvaro, Renato Zero, Federico Fellini, John Francis Lane, Anna Magnani, Gore Vidal (film - itaiano/russo?)
  14. 'Amarcord' 1973 - regia Federico Fellini soggetto Federico Fellini e Tonini Guerra scenografie Danilo Donati musiche Nino Rota con: Bruno Zanin, Armando Bra ncia, Pupella Maggio, Giuseppe Ianigro, Nando Orfei, Ciccio Ingrassia, Stefano Proietti, Magali Noel, Donatella Gambini, Gianfranco Marrocco, Alvaro Vitali (film) - La notorietà di questo film è tale che lo stesso titolo "Amarcord" (derivante per composizione dall'espressione in dialetto romagnolo "a m'arcord", ossia "io mi ricordo") è diventato un neologismo della lingua italiana, con il significato dirievocazione in chiave nostalgica.Il film uscì nelle sale italiane il 13 dicembre 1973, fu poi presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1974. Amarcord è senza dubbio il più autobiografico dei film del regista riminese: ed è proprio Rimini che Fellini ricorda attraverso gli occhi del suo alter ego, l'attore Bruno Zanin, il suo paese, la sua giovinezza, i suoi amici e tutte le figure che gli giravano attorno. L'elemento autobiografico nell'arte di Fellini, comunque, è senza dubbio quello preponderante, basti pensare a Intervista, Roma ed a I Vitelloni: quest'ultimo caso, può essere considerato il "seguito" di Amarcord: i ragazzi sono cresciuti, i problemi sono altri, ma possiamo sempre riconoscere in Moraldo, il giovane che alla fine del film abbandona il paese natale per andare a vivere in una grande città, il giovane Fellini, che abbandona Rimini verso Roma. Un'ulteriore vena di "passato" la troviamo nelle musiche del maestro Nino Rota: musiche dolci, leggere come i ricordi che accompagnano e mostrano agli occhi degli spettatori.
  15. 'Il Casanova' 1976 - sceneggiatura Federico Fellini, Bernardino Zapponi soggetto da 'Storie della mia vita' di Giacomo Casanova regia Federico Fellini fotografia Giuseppe Rotunno montaggio Ruggero Mastroianni effetti speciali Adriano Pischiutta musiche Nino Rota scenografia Danilo Donati, Federico Fellini costumi Danilo Donati Maurizio Mein aiuto alla regia Liliana Betti : 2° aiuto alla regia Antonio Orfanò 2° assistente alla regia interpreti: Donald Sutherland, Tina Aumont, Cicely Browne, Carmen Scarpitta, Diane Kourys, Clara Algranti, Daniela Gatti, Margareth Clementi, Mario Cencelli, Olimpia Carlisi, Silvana Fusacchia, Chesty Morgan, Adele Angela Lojodice, Dimitri Tamarov, Sandra Elanie Allen, Clarissa Maryè Roll, Alessandra Belloni, Elisa Mainardi, Marika Rivera, Angelica Hansen, Marjorie Belle, Marie Marquet, Daniel Emilfork-Berenstein, Luigi Zerbinati, John Karlsen doppiatori italiani: Gigi Proietti: Giacomo Casanova - Oreste Lionello: Dott. Mobius, Du Bois - Lilla Brignone: La marchesà Durfè - Carmen Scarpitta: signora Charpillon - Solvejg D'Assunta: sorella di Isabella - Solvi Stubing: Isabella - Renato Cortesi: Edgard - Solvejg D'Assunta: la gigantessa - Cesarina Ghinaldi: Madre di Casanova - Livia Giampalmo: Principessa (film) - Il film è totalmente ricreato all'interno del teatro numero 5 di Cinecittà, rifacendo l'atmosfera e le luci del XVIII secolo. Ciò che colpisce subito l'occhio dello spettatore, sono gli ambienti vistosamente e volutamente ricreati, dove spesso si percepisce la presenza di fondali dipinti e l'uso della plastica, come quando si ricreano ambienti marini e tempeste. D'altro canto invece notiamo la accurata fattura dei costumi dell'epoca, estremamente sontuosi e realisti, che valsero il Premio Oscar a Danilo Donati. Il film si basa su Histoire de ma vie del Casanova e su La storia della mia fuga dalle prigioni. Molti passaggi sono riportati tali e quali dai racconti autobiografici del Casanova, e il film ne rispetta lo spirito e i dati storici. Ce ne dà la conferma il personaggio di Casanova, per il quale Fellini, dopo una lunga ricerca, scelse Donald Sutherland. Infatti il viso dell'attore è stato rifatto completamente, e questo per farlo assomigliare il più possibile al famoso ritratto del vero Casanova, un disegno del suo profilo fatto a matita, eseguito dal fratello Francesco, che rimane sicuramente il ritratto più attendibile di Giacomo. (...) Ho scelto per interpretarlo Donald Sutherland, un attore dalla faccia cancellata, vaga, acquatica, che fa venire in mente Venezia. Con quegli occhi celestini da neonato, Sutherland esprime bene l'idea di un Casanova incapace di riconoscere il valore delle cose e che esiste soltanto nelle immagini di sé riflesse nelle varie circostanze (F. Fellini)
  16. 'Prova d'orchestra' 1979 - sceneggiatura Federico Fellini, Brunello Rondi soggetto Federico Fellini regia Federico Fellini fotografia Giuseppe Rotunno montaggio Ruggero Mastroianni effetti speciali Adriano Pischiutta musiche Nino Rota scenografia Dante Ferretti costumi Gabriella Pescucci intepreti: Baldwin Baas, Franco Trevisi, Clara Colosimo, Elisabeth Labi, Ronaldo Bonacchi, Ferdinando Villella, Giovanni Javarone, David Mauhsell, Francesco Aluigi, Andy Miller, Sibyl Mostert, Franco Mazzieri, Daniele Pagani, Luigi Uzzo, Cesare Martignoni, Umberto Zuanelli, Filippo Trincia, Claudio Ciocca, Angelica Hansen, Heinz Kreuger, Barbara Herrera, Adelaide Aste, Federico Fellini, Rolando De Santis doppiatori italiani - Oreste Lionello: Baldwin Bass (film) - Il messaggio del regista sembra più che mai lontano da quello che superficialmente appare: la critica della società, il brancolare nel buio senza dare allo spettatore la speranza d'una via d'uscita, sono solo alcuni tratti di matita che vanno a raffigurare un disegno ben più ampio. Non mancarono in quegli anni coloro che definirono il film portavoce di intenti nazionalsocialisti di un regista che finalmente mostrava la sua anima autoritaria. Ma “Prova d'orchestra” non può ridursi a un'analisi così spicciola e superficiale. I diversi livelli di lettura presentati nel testo, mescolano perfettamente l'alchimia felliniana fra sogno, memoria e realtà, in un mondo che rimpiange il mondo. I musicisti del film sono pieni di ricordi, di sogni, qualcuno fa addirittura i tarocchi su un pianoforte. Ma Fellini non smette neanche per un attimo di sottolineare la presenza del “falso”, dell'inautentico, dell'obiettivo della telecamera che riprende in toto i loro comportamenti. Qualcuno s'azzarda a dire “ma quante fregnacce che diciamo”; il direttore d'orchestra si confida invece nel suo camerino snobbando definitivamente il pubblico massificato: “Ma lei crede davvero che pubblico capisce musica?”. È qui che bisogna insistere, che bisogna calcare la mano per leggere le metafore e i simbolismi messi in scena dal regista/direttore d'orchestra. La musica è inizialmente vista come pulsione erotica, sessuale. La suonatrice di piano si lancia in un metaforico monologo che richiama alla poligamia: per poter conoscere, imparare, bisogna suonare su tutti i pianoforti. Non esiste un piano, esiste il piano, ci dice e tutti i pianoforti del mondo sono il piano. E mentre suonano, il direttore sembra nel bel mezzo di un amplesso, invitando i musicisti stessi a spogliarsi e a faticare. Solo più tardi dirà che non c'è più passione, non c'è più musica. Manca il silenzio, la quiete. Lo stesso direttore ricorda i suoi inizi, il silenzio e la capacità della bacchetta di generare il caos. Quella bacchetta che è per Fellini il simbolo della creazione, della sfera del magico, l'esuberanza dell'artista, i suoi capricci nell'atto artistico. “Oggi tutti sono uguali, non c'è più differenza”, alludendo all'appiattimento artistico e culturale portato in auge dal medium televisivo.
  17. 'L'Intervista' 1987 - sceneggiatura Federico Fellini e Gianfranco Angelucci soggetto Federico Fellini regia Federico Fellini fotografia Tonino Delli Colli montaggio Nino Baragli effetti speciali Adriano Pischiutta musiche Nicola Piovani scenografia Danilo Donati Interpreti: Federico Fellini, Sergio Rubini, Paola Liguori, Maurizio Mein, Nadia Ottaviani, Lara Wendel, Antonio Cantafora, Antonella Ponziani, Pietro Notarianni, Anita Ekberg, Marcello Mastroianni, Germana Dominici, Eva Grimaldi, Francesca Reggiani, Adriana Facchetti (film - alla fine del video il link alle altre parti) - La visita di una troupe giapponese agli studi di Cinecittà permette a Fellini di rievocare alcuni momenti della sua vita di cineasta, in un continuo alternarsi tra passato e presente. Il ricordo della prima visita del giovane a Cinecittà per intervistare una diva, quando rimase affascinato da questo mondo dei sogni. Le riprese de La dolce vita, seguite da un incontro, quasi trent'anni dopo, tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg. Il trionfo della televisione commerciale, simboleggiata da un gruppo di indiani armati di antenne.
  18. 'Il Lungo Viaggio' 1997 (cortometraggio) - I disegni di Federico Fellini animati dal regista russo A. Khrzhanovskij con il commento di Tonino Guerra. Questi, attraverso la sceneggiatura del poeta e scrittore Tonino Guerra, ha dato vita alle centinaia di schizzi e bozzetti che Fellini era solito disegnare come preparazione per un film. Citando le parole dello stesso Fellini: "all'inizio di un film ho bisogno di disegnare, è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è un espediente per trattenere il film, o meglio ancora per intrattenerlo". L' Erotismo Caricaturale delle immagini oniriche di Federico. Il risultato è un cartone animato nel quale trovano spazio quelle "anatomie femminili ipersessuate ossessive", come egli stesso le chiamava. In questi disegni dal tratto veloce e dal colore essenziale ma accuratissimo, la trasgressione erotica sfiora l'oscenità e la pornografia. Il linguaggio appare allusivo e poetico allo stesso tempo, e l'eccessività delle immagini viene abilmente alleggerita dalla musica di sottofondo, che fonde la sinuosità del jazz alle note classiche di grandi maestri come J.S.Bach o P.I.Tchaikovsky. Le figure oniriche provengono direttamente da quell'inconscio nel quale Fellini diceva di avventurarsi meravigliosamente, e dal quale tirava fuori i soggetti dei suoi film. Protagonista assoluto degli schizzi è la donna procace, abnorme, che nel suo essere prorompente fa sì che l'uomo venga raffigurato esclusivamente dal suo "membro".

 
Ennio FLAIANO   Scrittore/Sceneggiatore/Critico teatrale  [Profilo]   
UN GENIO A ROMA  Rif. www.youtube.com/watch?v=3f7llNeBtag
Altri Video
  1. 'I Vitelloni' 1953 - regia Federico Fellini soggetto Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Federico Fellini sceneggiatura Ennio Flaiano, Federico Fellini con: Franco Interlenghi, Alberto Srdi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Eleonora Russo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Enrico Varisio, Paola Borboni, Lida Baarovà, Ariette Sauvage, Vira Silenti, Maja Nipora, Achille Majeroni, Silvio Bagolini, Giovanna Galli, Guido Martufi, Milvia Chianelli, Lilia Landi, Franca Gandolfi, Lino Toffolo (film) 
  2. 'Le Notti di Cabiria' 1957 - regia Federico Fellini, sceneggiatura Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, con: Giulietta Masina, Amedeo Nazzari, Francois Perrier,  Franca Marzi, Nino Milano, Jean Molier, Elio Mauro, amedeo Girard, Ennio Girolami, Doriian Gray, Luisa Rolando, Sergio Palato, Sandro Moretti, Mimmo Poli, Mario Passante, Gianni Baghino, Franco Balducci, Ciccio Barbi, Jusy Bonicelli, Loretta Capitoli (film)
  3. 'La Dolce Vita' 1960 - regia Federico Fellini sceneggiatura Federico Fellini,Tullio Pinelli e Ennio Flaiano sceneggiatura Brunello Rondi musiche Nino Rota (film) 
  4. 'Le tentazione del dottor Antonio' 1962 - di Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli con la collaborazione di B. Rondi e G. Parise scenografie e costumi Piero Zuffi musiche Nino Rota interpret:i: Anita Ekberg, Peppino de Filippo (film) 
  5. '' 1963 - sceneggiatura Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi soggetto Federico Fellini, Ennio Flaiano regia Federico Fellini interpreti: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk, Barbara Steele, Nadine Sanders, Mino Doro, Guido Alberti, Madeleine LeBeau, Jean Rougeul, Caterina Boratto, Annibale Ninchi, Giuditta Rissone, Eddra Gale, Mario Conocchia, Cesare Miceli Picardi, Maria Antonietta Beluzzi, Tito Masini, Mario Pisu, Jacqueline Bonbon, Ian Dallas, Georgia Simmons, Edy Vessel, Annie Gorassini, Rossella Como, Eugene Walter, Gilda Dahlberg, Olimpia Cavalli, Hazel Rogers, Bruno Agostini, Elisabetta Catalano, Sebastiano De Leandro, Giuliana Calandra, Frazier Rippy, Roberta Valli, Eva Gioia, Dina De Santis, Roby Nicolosi, Maria Tedeschi, Polidor, Ian Dallas, Marisa Colomber, Sonia Gessener, Luciano Sanseverino, Giulio Calì, Antonio Acqua, John Karlsen (film - alla fine del video il link alle altre 4 parti)




Dario FO  Autore/Regista/Attore   [Profilo] [Sito Fo]
Da 'MISTERO BUFFO' La fame dello zanni  Rif. www.youtube.com/watch?v=sCm9IApf1rA
Altri Video
CANZONI
  1. 'La signora è da buttare' 1967 - di Dario Fo regia Dario Fo musiche composte da Fiorenzo Carpi interpretate da Oscar Prudente con: Dario Fo, Franca Rame (riprese teatrali) - La commedia prende in prestito le situazioni tipiche di un circo per inscenare una serie di gag divertenti, tutte analogie di ben altre situazioni politiche e sociali presentate sotto la lente deformante della comicità. I personaggi sono tutti clown, ad eccezione di Franca, la quale interpreta sia la vecchia signora sia la ragazza cicciona (oltre ad altre figure). La scena si apre su una pista non definita in maniera naturalistica, sulla quale è presente un carrozzone da circo ed un grosso letto nel quale riposa una vecchia signora in procinto di morire. Nel corso dello spettacolo ci si riferisce più volte alla politica statunitense, come quando si punta il dito contro la guerra del Vietnam e l'offesa bellica come presunta portatrice di salvezza.
  2. 'Mistero Buffo' 1977 - di Dario Fo regia: Dario Fo e Guido Tosi Collettivo Teatrale La Comune musiche di Fiorenzo Carpi interpreti: Dario Fo; Franca Rame (riprese teatrali) - Presentato per la prima volta come giullarata popolare nel 1969, è di fatto un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Ebbe molto successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi. È recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica detta grammelot, che assume di volta in volta la cadenza e le parole, in questo caso, delle lingue locali padane. Nel Mistero buffo ogni suono, verso, parola o canto, uniti alla complessa gestualità utilizzata formano un insieme semantico inscindibile, di cui il racconto degli eventi è solo un canovaccio. Lo stile, irriverente e portato all'eccesso, si richiama infatti alle rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie. Il punto centrale dell'opera è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare, vero cardine della storia del teatro ma anche di altre arti, che è stata sempre, secondo Fo, posta in piano subalterno rispetto alla cultura ufficiale. Tramite l'esposizione di drammi religiosi, moralità e parabole in chiave satirico-grottesca ed anticlericale. Fo rovescia il punto di vista dello spettatore ponendo l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri riletti in chiave buffonesca. Le edizioni di Mistero buffo sono numerose e constano di differenti integrazioni durante il corso degli anni.
  3. 'Ci ragiono e canto' 1977 - di Dario Fo regia Dario Fo scene e costumi Dario Fo musiche Fiorenzo Carpi regia televisiva Guido Tosi con: Dario Fo, Franca Rame,  Ivana Monti, Pino Masi, I Quattro di Aggius di Gallura (Salvatore Cassoni, Gabriele Serra, Salvatore Stangoni, Dorabile Tola), Concetta e Pina Busacca, Chicca De Negri, Il Duo di Piadena ( (Delio Chittò e Amedeo Merli)  Ciccio Giuffrida, Gaia Mezzadri, Norma Midani, Piero Sciotto e il Collettivo Teatrale La Comune (riprese teatrali) - "Ci ragiono e canto" illumina un altro filone della ricerca di Fo, che riscopre nella tradizione regionale, o rielabora o crea in proprio, i canti di lavoro e di protesta di una classe perennemente sfruttata, dando vita a una forte e rigorosa rappresentazione corale, dalla quale emerge con prepotenza la volontà di lotta contro la continuità di potere da sempre uguale a se stesso.
  4. 'La storia della Tigre1980 ((riprese teatrali - alla fine del video i link alle altre 4 parti) - Racconti allegorici contro il potere, le sue regole e la burocrazia, per una vita ricca di creatività, socialità e fantasia, scritti e narrati da Dario Fo con impareggiabili doti istrioniche in una parlata paleolombarda comprensibile a tutti. La storia di un soldato cinese ferito a una gamba durante la “lunga marcia”, abbandonato dai suoi compagni nei paraggi di una grotta abitata da una tigre con la quale fraternizzerà e che diventerà sua inseparabile compagna.
  5. 'Morte accidentale di un anarchico1987 - di Dario Fo regia Dario Fo con: Dario Fo, Renato Carpentieri, Claudio Bisio  (riprese teatrali) - Morte accidentale di un anarchico è stata rappresentata per la prima volta il 5 dicembre 1970 a Varese dal gruppo teatrale di Dario Fo e Franca Rame "La Comune". E' dedicata alla "morte accidentale", come ironicamente ricorda il titolo stesso, dell'anarchico Giuseppe Pinelli, avvenuta al commissariato di Polizia di Milano in circostanze inizialmente non chiare, poi archiviate da un'indagine della magistratura come un caso di malore attivo, il 15 dicembre 1969, cadendo dalla finestra del quarto piano durante il suo interrogatorio. A seguito della violenta campagna politica che ne seguì fu ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi. L'opera si sviluppò grazie ai materiali che gli stessi Dario Fo e Franca Rame riuscivano a reperire (verbali dei processi, articoli di stampa, interviste) cambiando forma man mano che nuove notizie contribuivano all'approfondimento sul caso Pinelli: fu così che dal 1970 al 1973 si ebbero tre stesure del lavoro. L'allestimento dello spettacolo costò a Fo più di quaranta processi in varie parti d'Italia: per evitare problemi di tal genere Fo spostò l'azione della commedia dall'Italia agli Stati Uniti d'America, dove negli anni venti, nella città di New York, era accaduto un fatto di cronaca simile agli avvenimenti accaduti intorno alla morte di Pinelli che aveva come protagonista Andrea Salsedo, amico di Bartolomeo Vanzetti. "Come ci è venuto in mente di allestire uno spettacolo legato alle stragi di Stato? Anche in questo caso siamo stati spinti da una situazione di necessità. Durante la primavera del '70 gran parte del pubblico che assisteva ai nostri spettacoli ci sollecitava a scrivere un testo sulla strage di Piazza Fontana e sull'assassinio di Pinelli"
  6. 'Sesso? Grazie, tanto per gradire1994 - di Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo regia, scene e costumi Dario Fo  (riprese teatrali) - Monologo grottesco e ironico nel quale Franca Rame intrattiene il pubblico con una lezione comica sul sesso, svelando tutto quello che il vostro ginecologo, il vostro analista, il vostro confessore e il vostro segretario di partito non vi diranno mai. Franca, partendo dalle sue prime esperienze, vi dimostrerà come si venga cresciuti nell'ignoranza e nella credenza e che il sesso sia, soprattutto per le donne, una cosa indecente.
  7. 'Dario Fo in Normale in Normale' 1999 - 'I Venerdì del Direttore' Dario Fo, drammaturgo, attore, premio Nobel per la letteratura ospite alla Scuola Normale Superiore di Pisa
  8. 'L'anomalo Bicefalo' 2003 - di Dario Fo e Franca Rame
  9. 'Caravaggio al tempo di Caravaggio' 2003 - Lezione d'arte di Dario Fo  (alla fine del video il link alla seconda parte) - Un'opera di e con Dario Fo e Franca Rame portata in scena in occasione della “Mostra Impossibile” di Caravaggio realizzata congiuntamente dalla Rai e dalla Regione Campania. La lettura rovescia molti schemi acquisiti della storia dell’arte inquadrando con vivezza il più grande pittore del Seicento italiano nel suo tempo, un secolo cupo di violenze e lotte politiche, il cui l’arte si intreccia alla religione e al pensiero senza disdegnare la cruda verità della vita reale.
  10. 'Gesu e le  donne - Lezione sul Cenacolo di Leonardo da Vinci' 2003 - di Dario Fo (alla fine del video il link alle altre 6 parti) - In occasione della riapertura al pubblico del Cenacolo di Leonardo nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano dopo i lunghi e accurati lavori di restauro, Dario Fo tiene una straordinaria lezione, nel cortile dell’Accademia di Brera, per rendere omaggio al genio di Vinci, e alla sua opera più complessa e misteriosa, dipinta tra il 1495 e il 1498. "In questo cortile sono entrato per la prima volta che portao i pantaloncini corti" esordisce Dario Fo da ex studente dell'Accademia. Poi, con a fianco Franca Rame, che si presta a fargli da assistente "dopo quarantasette spettacoli insieme", Fo ripercorre con un ritmo che trascina e incanta le tappe salienti della vita di Leonardo, comprese quelle che non si raccontano sui banchi di scuola. Ne mette in luce la versatilità in ogni campo del sapere, dagli studi di anatomia a quelli di architettura, pittura e scultura, ma anche di strategia e tecnica militarte, di idraulica e aeronautica, senza trascurare la profonda umanità e la sensibilità che permea tutta l'opera del grande maestro rinascimentale.
  11. 'Lezione d'arte sul Duomo di Modena' 2009 - di Dario Fo (alla fine del video il link alle altre 5 parti) - Il Duomo di Modena è stato dichiarato "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco, un riconoscimento che merita di essere non soltanto applaudito, ma soprattutto descritto e rappresentato. Di certo questa e un'opera d'arte straordinaria, ma in Italia di monumenti di grande valore ne esistono a migliaia. E allora cosa distingue questo capolavoro e lo rende unico, inarrivabile nel mondo intero? Esattamente, oltre la magnificenza dell'architettura e delle decorazioni scultoree, la sua storia e ciò che rappresenta. Il Duomo di Modena è un libro di pietra, ed è anche qualche cosa di più della Biblia pauperum, cioè una bibbia dei poveri, come la definivano i romantici dell'Ottocento." (Dario Fo)
  12. 'Dario Fo racconta Boccaccio' 2010 - da Il Caffè Letterario Un novelliere d'eccezione, Dario Fo, con l'indole ironica e divertita che lo ha reso celebre è il miglior interprete dello spirito dissacrante, comico e affabulatorio di Boccaccio. Sono gli anni del papato in esilio, l'Italia in mano ai briganti è battuta dagli eserciti francese, tedesco, ungherese, a Roma Cola di Rienzo e a Napoli la regina Giovanna, quattro mariti, mille amanti, cento trame. "Queste e altre simili vicende, appena un po' camuffate, narra Boccaccio: attraverso la novella fa cronaca", spiega Fo, che ci mostra il gioco di specchi tra l'uomo Boccaccio, ciò che racconta e i tempi in cui vive. Due grandi autori che hanno creato, a partire dalla tradizione popolare, un linguaggio autentico e originale.
  13. 'Il Teatro In Italia - I Giullari e Federico' 2011 - Raccontato da Dario Fo e Giorgio Albertazzi
  14. 'Il Teatro in Italia - Gli attori a corte' 2011 - Raccontato da Dario Fo e Giorgio Albertazzi

Informazioni da Archivio LePera



Richard FOREMAN  Regista  [Profilo] 
INTERVISTA Rif. www.youtube.com/watch?v=x7sC80l5Rco
Altri Video
  • 'Angel' (inglese alla fine del video il link alla 2 parte)
  • 'Foreman Planet' 2003 Video intervista con Richard Foreman. "Gli artisti sono coinvolti nel tentativo di mantenere in vita e sostenere una realtà alternativa ..." (Herbert Marcuse).  Richard Foreman, scrittore, regista, scenografo, coreografo e fondatore del Teatro Hysterical ontologico, a New York City. Un artista visionario del teatro sperimentale degli ultimi quattro decenni, Foreman parla dei suoi processi creativi, della libertà, della realtà psichica, del realismo e del teatro realistico e di collisioni di oggetti e parole.  Rispondendo alle intervistatore, Kriszta Doczy, Foreman condivide i suoi sentimenti privati ​​e le preoccupazioni della sua vita e del suo lavoro come artista nella New York di oggi. L'intervista è integrata dalle affascinanti immagini della fotografa Paula Corte che offrono una interessante visuale del lavoro di Foreman.
  • Interview Richard Foreman 2006 (inglesealla fine del video i link alle altre 2 parti)

 

Carla FRACCI  Ballerina/Coreografa  [Profilo] 
Carla Fracci e Vladimir Vassiliev in 'GISELLE'  1972   Rif. www.youtube.com/watch?v=8BwqtbEWWlw -
 Altri video
  1. 'Giselle' 1969performance of American Ballet Theatre's Giselle con: Carla Fracci, Erik Bruhn, Toni Lander, Eleanor D'Antuono, Ted Kivitt and Bruce Marks 
  2. 'Giselle' 1980 - con: Rudolf Nureyev e Carla Fracci (alla fine del video i link alle altre 12 parti) - Primeira parte do ballet de repertório Giselle encenado por Rudolf Nureyev (Albrecht) e Carla Fracci (Giselle) 
  3. 'Visioni private' 2009 - Intervista a casa di Carla Fracci di Cinzia Tani - Filmati d'epoca e di repertorio (alla fine de video i link alle atre 2 parti)



Leopoldo FREGOLI  Attore  [Profilo] 
'LEOPOLDO FREGOLI - Curiosando in cineteca' (documentario)    Rif. www.youtube.com/watch?v=Ws4AayKtokM
Altri video



Ezio FRIGERIO  Scenografo/Costumista  [Profilo] 
'Intervista a Enzo Frigerio' 2010 Rif: http://www.youtube.com/watch?v=mLe2SSTorF0

Altri video
  1. 'Saul1959 - di Vittorio Alfieri regia Carlo Fino musiche originali Fiorenzo Carpi scene Mariano Mercuri costumi Ezio Frigerio con: Gian Maria Volonte' , Salvo Randone, Nando Gazzolo, Valentina Fortunato, Mario Feliciani, Augusto Mastrantoni (alla fine del video i link alle altre 3 parti)  (Wikipedia/Saul) (Wikipedia/Vittorio Alfieri)
  2. 'La vida de Leonardo Da Vinci' 1971 - Director Renato Castellani asesor histórico Cesare Brandi director de fotografía Toni Secchi vestuario Ezio Frigerio música: Román Vlad protagonista Philippe Leroy narración Giulio Bosetti - Co-Producción: RAI-TVE-ORTF-Istituto Luce (documentario sceneggiato - spagnolo alla fine del video il link alla 4 parte)
  3. 'La Villeggiature1979 -  de Carlo Goldoni mise en scène Giorgio Strehler décors Ezio Frigerio costumes  Ezio Frigerio , Franca Squarciapino cast: Ludmilla Mikaël, François Beaulieu, Claude Giraud, Catherine Salviat, Pierre Dux, Jacques Sereys, Denise Gence, Françoise Seigner, Catherine Hiegel, Jacques Eyser, Bernadette Le Saché, Marcel Tristani, Yves Pignot, Gérard Giroudin - Spectacle enregistré au Théâtre de l'Odéon avec la troupe de la Comédie Française (francese)
  4. 'Le Retour de la Villégiature1979 - di Carlo Goldoni mise en scène Giorgio Strehler décors Ezio Frigerio costumes Ezio Frigerio , Franca Squarciapino cast: Ludmilla Mikaël, François Beaulieu, Claude Giraud, Catherine Salviat, Pierre Dux, Jacques Sereys, Denise Gence, Françoise Seigner, Catherine Hiegel, Jacques Eyser, Bernadette Le Saché, Marcel Tristani, Yves Pignot, Gérard Giroudin - Spectacle enregistré au Théâtre de l'Odéon avec la troupe de la Comédie Française (francese)
  5. 'Francesca da Rimini' 1986 - di Riccardo Zandonai libretto di Gabriele D'Annunzio  conductor Nello Santi production Piero Faggioni set designer Ezio Frigerio costume designer Franca Squarciapino lighting designer Gil Wechsler choreographer Donald Mahler cast: Renata Scotto, Ermanno Mauro, Cornell MacNeil, William Lewis, Nicole Lorange, Isola Jones, Betsy Norden, Natalia Rom, Lucille Beer, Claudia Catania, Bruce Hubbard, Vernon Hartman, Anthony Laciura, John Darrenkamp Archer, Paul Franke, Kun Yul Yoo  
  6. 'I Giganti della montagna1995 - di Luigi Pirandello regia di Giorgio Strehler scene Ezio Frigerio costumi Ezio Frigerio Luisa Spinatelli, Enrico Job musica Fiorenzo Carpi coreografia Marise Flach regia televisiva Michel Muller con: Andrea Jonasson, Giancarlo Dettori, Giulia Lazzarini, Franco Graziosi, Lino Troisi, Enzo Tarascio (Appunti di regia I giganti della montagna 1947)
  7. 'Romeo e Giulietta1995 - da William Shakespeare musica Sergei Prokofiev Orchestre de L'Opéra National de Paris Violin Solo Alain Kousnetzoff Cond. Vello Pähn Ballet de l'Opéra National de Paris coreografia Rudolf Nureyev - Orchestre de L'Opéra National de Paris Violin Solo Alain Kousnetzoff conductor Vello Pähn set design Ezio Frigerio costumi Ezio Frigerio - Mauro Pagano Ballet de l'Opéra National de Paris La prima versione del balletto di Prokofiev realizzata in Occidente è stata quella coreografata da Birgit Cullberg a Stoccolma nel 1944, alla quale hanno fatto seguito tantissime altre versioni tra le quali: Margarita Froman per il Balletto di Zagabria (Londra 1955), Sir Frederick Ashton (Balletto Reale Danese 1955), John Cranko (Venezia per il Balletto del Teatro alla Scala 1958 con una giovanissima Carla Fracci e Mario Pistoni, seguita dall’edizione definitiva dello stesso coreografo andata in scena nel 1962 con il Balletto di Stoccarda), Serge Lifar (Opéra de Paris 1955), Kenneth MacMillan (Londra, Covent Garden, Royal Ballet con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev 1965), Oleg Vinogradov (Novosibirsk 1965), Nicholas Beriosoff (Zurigo 1966), Rudy van Dantzig (Balletto Nazionale Olandese 1967), John Neumeier (Francoforte 1971), Nikolaj Boyarchikov (Perm 1972), Michael Smuin (San Francisco 1976), Rudolf Nureyev (London Festival Ballet 1977), Oscar Araiz (Joffrey Ballet 1977), Yuri Grigorovich (Ballet Opéra de Paris 1978), Fabrizio Monteverde (Balletto di Toscana 1989 e Balletto di Roma 2004), Robert North (Genova 1990), David Nixon (Columbus 1998). (Romeo Giulietta di Prokofiev)
  8. 'La Sonnambula' 1999 - di Vincenzo Bellini mise en scene Waldemar Kamer décors Ezio Frigerio costumes Cordelia Dvorák lumieres Pascal Mérat chorégraphie Jean Moussy libretto by Felice Romani - coproduction of Opera de Lausanne / Opera de Bordeaux conductor Evelino Pidò Orchestre de Chambre de Lausanne Choeurs de l'Opéra de Lausanne chef Véronique Carrot cast: Natalie Dessay, Raúl Giménez, Tómas Tómasson, Claire Larcher, Graciela Oddone, Marc Mazuir, Jérôme Brunetière  
  9. 'Hamlet' 2000 - da William Shakespeare by Ambroise Thomas Orchestre National du Capitole de Toulouse - conductor Michel Plasson stage director Nicolas Joel sets Ezio Frigerio costumes Franca Squarciapino directed Brian Large cast: Thomas Hampson, Natalie Dessay, José van Dam, Michelle DeYoung, Marc Laho, Markus Hollop, Jean-Luc Maurette, Philippe Fourcade, Laurent Alvaro  
  10. 'Rigoletto2007 - di Giuseppe Verdi regia Gilbert Deflo Teatr Wielki - Opera Narodwa Sazon cast: José Luis Sola, Andrzej Dobber, Luz Del Alba, Daniel Borowski, Monika Ledzion, Magdalena Idzik Conte di Monterone: Krzysztof Witkowski Marullo Witold Tomczyk Krzysztof Szmyt, Czeslaw Galka, Anna Katasinska, Robert Dymowski, Jeanette Bozalek Chor - Balet Orchestra: Opery Narodowej direttore Daniele Belardinelli scenografia Ezio Frigerio costumi Franca Squarcialupino direttore di Coro Bogdan Gola coreografia Zofia Rudnicka  
  11. 'Les Noces de Figaro' 2010 - di Wolfgang Amadeus Mozart mise en scène Giorgio Strehler chorégraphie Jean Guizerix décors Ezio Frigerio costumes Ezio Frigerio et Franca Squarciapino lumières Giorgio Strehler direction musicale Philippe Jordan - Orchestre Opéra National de Paris chef des Choeurs Alessandro Di Stefano Choeurs Opéra National de Paris cast: Dalibor Jenis, Barbara Frittoli, Ekaterina Siurina, Luca Pisaroni, Karine Deshayes, Ann Murray, Robert Lloyd, Robin Leggate, Antoine Normand, Maria Virginia Savastano, Christian Tréguier, Olivia Doray, Carol Garcia - Opéra National de Paris     






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