Sul muro di un palcoscenico una mano anonima ha scritto 'qui si dicono per gioco le cose serie'

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Divini e Maestri - C





Divini e Maestri (C)

I video/filmati, salvo indicazione diversa, sono presentati in italiano

John CAGE  Compositore   [Profilo]   [Sito Cage

Cage / Cunningham / Pollock    Rif. www.youtube.com/watch?v=jRIsD0Ryp30
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REGISTRAZIONI COMPLETE
  1. 'Sixteen Dances' 1951 (sonoro - alla fine del video i link alle altre 5 parti) - Sixteen dances del 1951 occupa la seconda parte del CD. Più breve dell'originale, questa versione torna alla musica, meglio alla danza, in una dimensione d'ensemble. Emerge finalmente anche la mano di Marco Angius e dell'Ensemble Prometeo che non è più solo percussioni, ma è piano (Ciro Longobardi), flauto (Matteo Cesari), tromba (Andrea Camilli), violino (Maddalena Pippa), violoncello (Claude Hauri) e poi anche quattro percussioni. Non ci sono più lattine, sibili ed elettronica. Ci sono bagliori di percussioni. Cage elabora le sue Sixteen Dances 'servendosi di una tabella in cui sono disposti, ordinati in file di sedici, sessantaquattro suoni, una specie di tavolozza matematica da cui l'artista attinge suono per suono, uno alla volta, stabilendo via via, come girasse tra le mani di un caleidoscopio, nuove relazioni'. Danze mutevoli, anche qui, un po' sinusoidali, molto rapsodiche. Danze senza corpo fisico. Un'assenza che s'avverte. L'essenza delle sedici danze senza Merce Cunningham, senza coreografia, solo la musica, che da sola tenta di bastare al tutto, anche visivo.



Alexander CALDER  Artista  [Profilo] [Sito Calder Foundation]

'Cirque Calder' 1955  (Il Cirque Calder in punta di mani) (alla fine del video il link alla 2° parte) Rif. www.youtube.com/watch?v=FTYqv8cWJQU

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  • 'Calder e Miró a grande scala' 2010  (documentario) - Incontro con Oliver Wick. Quando Calder si trasferì nello studio nel Connecticut ebbe modo di indagare la natura circostante, le forze primarie del vento, della luce e dell'ombra, elementi decisivi nell'invenzione e nello sviluppo delle sue opere. Partendo da questa ricerca, Oliver Wick, curatore indipendente, racconterà l'amicizia di una vita che legò Calder e Miró e la loro comune vocazione i per grandi progetti pubblici.   
  • 'Cage - Works of Calder' 2012 - Arts Los Angeles  Richard Valitutto performed John Cage's Works of Calder, June 5, 2012, for L&M's Finisage Series. The performance was combined with a parallel screening in its east gallery of the 1950 Herbert Matter film Works of Calder, for which Cage had composed and recorded the music on prepared piano and with sounds he had recorded in Calder's studio (an excerpt of the film fades in at 11 minutes). Cage premiered it at New York's Town Hall, February 1950, and it was awarded First Prize for the soundtrack by the Woodstock Art Film Festival 1951 

  •     FILM, DOCUMENTARI COMPLETI
  1. 'Dreams that money can buy' 1947 - I sogni che il denaro può comprare è un film a colori sperimentale scritto, prodotto e diretto dall'artista surrealista/dada e teorico Hans Richter (film - inglese) - Trama - Joe / Narciso (Jack Bittner) è un uomo comune che ha recentemente firmato un contratto di locazione complicata per una stanza. Come farà a pagare l'affitto? Scopre che lui può vedere il contenuto della sua mente guardando i suoi occhi attraverso uno specchio. Si rende conto che lui può applicare il suo dono anche ad altri. Imposta un business nella sua stanza, vendendo sogni su misura per una varietà di clienti frustrati e nevrotici . Ciascuno delle sette sequenze oniriche surreali nella diegesi è infatti la creazione di un sogno surrealista di alcuni artisti contemporanei: Max Ernst, Fernand Léger, Man Ray, Marcel Duchamp, Alexander Calder, Hans Richter.
  2. 'Alexander Calder' 1998 -  directed Roger Sherman  (documentario - inglese)  
  3. 'Peggy Guggenheim - L'incredibile storia di una donna molto speciale' 2010 (documentario RAI) - 'Mazazzini Einstein' di Francesca Molteni
  4. 'The Alexander Calder Mobile' 2011 - East Wing of the National Gallery of Art music Rupert Chappelle (documentario)
  5. 'Calder's Circus and the invention of the Mobile' 2012 (atti convegno - inglese) - Calder è un artista d'avanguardia è allo stesso tempo rappresentante della grande tradizione popolare. Costruire le sue piccole figure di filo, legno, stoffa, Calder ha creato una meditazione comica sulla vita sotto il tendone del circo. In questa conversazione Jed Perl e Joan Simon discutono l'ambiente artistico nel quale Calder ha creato il suo Circus e il suo status di opera essenziale della fantasia moderna, che combina l'eccitazione alta del circo con la poetica del teatro di figura sperimentale, impostando così le basi per l'invenzione dei 'Mobile' nel 1930. Jed Perl è critico d'arte per il The New Republic e autore di libri tra cui New Art City e maghi e ciarlatani. Attualmente sta lavorando alla biografia di Alexander Calder. Joan Simon è una curatrice indipendente, scrittrice e amministratore d'arte. Come curatrice-at-large per il Whitney Museum of American Art ha co-organizzato Alexander Calder: The Paris anni, 1926-1933, in collaborazione con il Centre Pompidou.


Maria CALLAS  Soprano  [Profilo] [Sito Callas]

'CENERENTOLA'  Rif. www.youtube.com/watch?v=uEKMtC-jXHQ 
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  1. 'Maria Callas, interview' 1968 - Maria Callas discusses her art with Lord Harewood (Parigi) inglese - alla fine del video il link alle altre 3 parti)
  2. 'Medea1969di Euripide regia Pier Paolo Pasolini soggetto Pier Paolo Pasolini dalla Medea di Euripide sceneggiatura Pier Paolo Pasolini, fotografia Ennio Guarnieri, montaggio Nino Baragli musiche Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante scenografia Dante Ferretti con: Maria Callas, Luigi Barbini, Giuseppe Gentile, Annamaria Chio, Marghereth Clementi, Massimo Girotti, Laurent Terzieff, Sergio Tramonti, Maria Cumani Quasimodo, Piera Degli Esposti (film - alla fine del video i link alle altre 11 parti) - Medea, interpretata da Maria Callas, è uno dei personaggi più emotivi, intriganti e più riusciti dell'intero lavoro cinematografico di Pasolini. La sua psiche è sapientemente analizzata ed è suddivisa in due alter-ego: quello brutale e violento di una donna dispotica, e l'altro debole e vinto dalle pulsioni emotive di una donna condannata dal fato. Basandosi alla tragedia di Euripide e alla realtà del periodo, Pasolini con questo film traccia un forte collegamento tra la leggenda mitica e brutale della Colchide con l'attuale realtà, alquanto fredda e turbolenta del 1969. Infatti in quel periodo in Italia abbondava molto la povertà e l'immigrazione e con ciò Pasolini voleva comunicare agli spettatori il rimorso e il dolore che provava un personaggio, re sicuro della sua terra, ora affranto, sperduto e confuso in terra straniera, come accade per Medea quando giunge con Giasone in Grecia. Particolarmente caratterizzante è la scena in cui Medea tenta invano di risollevarsi pregando gli dei della sue terra, senza ottenere risposta, tranne per quando dovrà compiere la sua vendetta contro lo sposo. Sconvolgenti sono, oltre alla macabra scena di sacrificio di un ladro per furto, i momenti di tensione per le nozze di Giasone con Glauce e l'assassinio dei figli di Medea. Nella prima sequenza, al contrario del mito e del testo di Euripide, Pasolini induce Glauce a vergognarsi profondamente, umiliata dal senso di colpa che prova nell'aver rubato ad una donna, già affranta e in difficoltà per il distacco dalla sua terra, e per questo ella si uccide gettandosi da una scogliera. Nella scena finale del film l'atmosfera raggiunge il massimo della suspense e dell'irreale, dato che Medea, anziché indugiare come nella tragedia, è perfettamente cosciente di dover compiere il sacrificio dei due figli per vendetta contro Giasone, tanto che lei prima di celebrare il rituale li lava e prega il dio Sole affinché le dia la forza. Sgozzati i due infanti, Giasone entra nella scena, sotto uno spettacolo di distruzione e fiamme, dove predomina solo la figura corrucciata di Medea che lo maledice.
  3. 'Maria Callas interview' 1970 - Maria Callas on the David Frost Show (inglese - intervista radiofonica) 
  4. 'Maria Callas e Giuseppe di Stefano' 1974 - Tournée Tokyo (documentario - inglese - sottotitoli giapponese)
  5. 'Maria Callas Biography' 1977 (documentario inglese -  alla fine del video il link alle altre 11 parti)
  6. 'María Callas, una Voz Leyenda' 1997 (documentario multilingue con sottotitoli spagnolo)
  7. 'Album di Maria Callas' 2007 - di Sergio Miniussi per RAI Storia Nell'anniversario della morte di Maria Callas, ripercorriamo la carriera e i successi della soprano.
  8. 'Maria Callas - Un concert idéal' 1997  (documentario francese)
  9. 'Maria Callas storie di una diva' 2004 - di Daniele Cini (documentario - alla fine del video i link alle altre 5 parti)


  
Carolyn CARLSON  Coreografa/Danzatrice  [Profilo]

'DARK Rif. http://www.youtube.com/watch?v=lmkDnHBQYnI

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  1. 'Don't look back' 1997 - tournee dello spettacolo di Carolyn Carlson a Tokyo Japan intervista alla interprete Marie-Claude Pietragalla (francese/giapponese - alla fine del video il link alle atre 6 parti) 
  2. 'Waterborn' 2010 - Performance et lectures de poèmes de la chorégraphe Carolyn Carlson au T.A.C (Territoire Autonome de Création) lors de l'exposition de photographies "Waterborn" de Maxime Ruiz. Lecture de textes par Coraly Zahonero et Eve Griliquez Danseurs : Sara Orselli et Juha Pekka Masalo Musique improvisée: Helene Arntzen (documentario - inglese)
  3. 'Don't look back' 2010 - coreografia Carolyn Carlson musica René Aubry avec Marie-Claude Pietragalla




 Carlo CECCHI  Attore/Regista  [Profilo]
'Venite a Teatro' RAI TV Cultura 2012 Rif. http://www.youtube.com/watch?v=qHS_81t7m20
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  1. 'Morte di un matematico napoletano1992  (film - alla fine del video i link per le altre 10 parti) - Frutto dell'intreccio culturale e umano nato intorno all'esperienza dei Teatri Uniti di Napoli, la pellicola offre una rappresentazione di una Napoli crepuscolare (grazie anche al direttore della fotografia Luca Bigazzi), ripercorrendo la vicenda biografica del matematico napoletano Renato Caccioppoli. Trama: Napoli. Il professore Renato Caccioppoli, docente universitario di matematica pura, è un uomo disilluso e tormentato che vive gli ultimi giorni della sua vita. Nipote di Bakunin per parte di madre e reduce dall'ospedale psichiatrico, abbandonato dalla moglie, e divenuto estraneo ai suoi stessi compagni di partito del PCI e ai suoi collaboratori all'Ateneo, vive la sua vita con disincantato distacco fino al suo ultimo atto, il suicidio.
  2. 'Finale di partita1995 - di Samuel Beckett regia Carlo Cecchi aiuto-regia Davide Iodice regia televisiva Mario Martone scene Francesco Rubechini costum Titina Maselli con: Carlo Cecchi, Valeria Binasco, Daniela Piperno, Artuo Cirillo - produzione Teatro Stabile di Firenze (ripresa teatrale per la TV - alla fine del video il link alle altre 5 parti) - Questo dramma fu originariamente scritto da Beckett in lingua francese, e successivamente tadotto in inglese. Nel gioco degli scacchi, si definisce "finale di partita" la terza e ultima parte dell'incontro che segue l'apertura e il mediogioco. Non tutte le partite a scacchi si chiudono, però, con il finale di partita: se tra la bravura dei due giocatori vi è una grande differenza, spesso il migliore riesce a on: battere l'avversario già nel mediogioco, quando non addirittura nella fase di apertura; quando invece i due sfidanti sono entrambi esperti, solitamente l'incontro si protrae a lungo e si giunge dunque al finale di partita, una fase caratterizzata dall'esiguo numero di pezzi superstiti sulla scacchiera. Questo preambolo scacchistico è necessario per addentrarsi in "Finale di partita" (1957). L'atto unico ha come protagonista Hamm, un vecchio e ricco signore giunto al termine della sua esistenza. Lo stesso Beckett, appassionato scacchista, spiegò: "Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall'inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile". Hamm continua a tormentare Clov, dandogli ordini assurdi e poi ritrattandoli in continuazione, ma anche il servo tormenta a suo modo il padrone, con il suo alternare la minaccia di abbandonarlo al suo ostentare obbedienza. I genitori di Hamm (Negg e Nell) sono invece ridotti a tronchi umani e vegetano all'interno di due bidoni della spazzatura. "Fin de partie" si svolge in uno scenario che oggi verrebbe definito post-atomico. Tutto lascia presagire che sia avvenuta una catastrofe che ha cancellato quasi ogni traccia di vita sulla Terra. Hamm, Clov e i due genitori sono gli unici superstiti che ci è dato di vedere e che trascorrono i loro ultimi giorni, ormai senza speranza, in quella che sembra essere la sala principale del palazzo di Hamm.
    (Liberamente adattato da Nicola Bonini, "Beckett: un assurdo scacco matto".
  3. 'Un delitto impossibile' 2000 - film diretto da Antonello Grimaldi interpreti: Carlo Cecchi, Ivano Marescotti, Angela Molina, Lino Capolicchio, Rinaldo Rocco, Sante Maurizi, Giancarlo Monticelli, Tatiana Lepore, Silvio Muccino, Vittorio Sanna  Il film è tratto dal romanzo Procedura di Salvatore Mannuzzu, Premio Viareggio 1989; l'azione del libro è stata però spostata dagli anni '70 alla fine degli anni 90. Trama - 'Il procuratore Valerio Garau, stimato da colleghi e conoscenti, viene avvelenato nel bar del tribunale di Sassari, sotto gli occhi dell'amante Lauretta. Il commissario Pani, per far luce sull'accaduto, decide di contattare una sua vecchia conoscenza, il procuratore esterno Piero D'Onofrio; quest'ultimo, stupito dalla convocazione e vicino alla pensione, accetta l'incarico, nonostante il suo difficile rapporto con Pani. Ma il caso si preannuncia sin dal principio complicato: nonostante Garau fosse una delle persone più benvolute della città, diverse persone avevano un movente per toglierlo di mezzo, a partire dal marito di Lauretta, principale sospettato per Pani. Ma D'Onofrio non sembra per nulla d'accordo col commissario; è del parere che la soluzione non sia quella più scontata, ovvero il delitto d'onore, ma per raggiungere la verità sia necessario scavare nel torbido passato di Garau. Così, grazie all'aiuto di Lauretta, dell'agente Ilio e della domestica (nonché amante) del defunto, Piero D'Onofrio riesce ad analizzare alcuni fatti che appaiono in qualche modo legati alla morte di Garau: tra tutti, il misterioso suicidio della sorella di Valerio, Biba, morta l'anno passato e legata al fratello da un legame incestuoso. Nonostante l'ostruzionismo di Pani, convinto della colpevolezza del marito di Lauretta, D'Onofrio prosegue per la sua strada, con i suoi bruschi ma efficaci metodi investigativi, giungendo ad una sorprendente verità'.



Ascanio CELESTINI  Autore/Attore  [Sito Ascanio Celestini]

'Radio Clandestina(film completo)  Rif. www.youtube.com/watch?v=0_RGR9yUBcE
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  1. 'Fabbrica' 2003 - di e con Ascanio Celestini regia Felice Cappa - produzione RAI2 Palcoscenico e Agresta “Fabbrica” è un racconto teatrale in forma di lettera, la storia di un capoforno alla fine della seconda guerra mondiale raccontata da un operaio che viene assunto per sbaglio. Il capoforno parla della sua famiglia. Del padre e del nonno che hanno lavorato nella fabbrica quando il lavoro veniva raccontato all’esterno in maniera epica. Per il capoforno la fabbrica ha un centro e questo centro è l’altoforno. La fabbrica lavora per il buon funzionamento dell’altoforno e i gas dell’altoforno trasformati in energia elettrica mandano avanti lo stabilimento. L’antica fabbrica aveva bisogno di operai d’acciaio e i loro nomi erano Libero, Veraspiritanova, Guerriero. L’età di mezzo ha conosciuto l’aristocrazia operaia con gli operai anarchici e comunisti che neanche il fascismo licenziava perché essi si rendevano indispensabili alla produzione di guerra. Ma l’età contemporanea ha bisogno di una fabbrica senza operai. Una fabbrica vuota dove gli unici operai che la abitano sono quelli che la fabbrica non riesce a cacciare via. I deformi, quelli che nella fabbrica hanno trovato la disgrazia. Quelli che hanno sposato la fabbrica lasciandole una parte del loro corpo, della loro storie e della loro identità. (ascaniocelestini/fabbrica)
  2. 'Scemo di Guerra' 2004 - di e con Ascanio Celestini - Produzione RAI3/Fabbrica Celestini e la Roma del ’44 - di Valeria Ottolenghi - La narrazione qui si fa più quieta. Un percorso intimo che è geografia dell’anima ma anche mappa reale della città di Roma, ricordi di racconti familiari e Storia grande, il giorno della liberazione della capitale, l’aspetto magico, fantastico, mai a contraddire la verità degli eventi ma quasi a confermarli, uno strano incanto epico e popolare, una circolarità di ritorni per situazioni, per strutture narrative che sorprendono e divertono, una chiara spirale d’ascolto, poesia orale che trova forma nella ripetizione, la voce come presenza che lega pi ù persone, seducente flusso rivelatore d’immagini. Magnifico Ascanio Celestini! Anche Scemo di guerra – Roma, 4 giugno 1944, che ha aperto al Teatro al Parco la stagione serale, è opera capolavoro, di una semplicità solo apparente, una costruzione – della mente, del racconto, della voce, ma anche delle emozioni, degli affetti, della vasta comprensione per gli umani – nata filtrando storie, narrazioni, in un gioco d’incastri che ricorda quella bambola russa citata anche in scena, una matrioshka tutta speciale dove tutto muta continuamente, non solo le dimensioni, ma in una stupefacente condizione di permanenza, d’identità. Ha otto anni il papà di Ascanio quel 4 giugno quando si va dicendo che sono arrivati gli americani, il papà di Ascanio che raccontava spesso di quando aveva rischiato di morire smontando un ordigno bellico, la cicatrice sulle dita a testimoniarlo, quando aveva fatto la pipí da un albero su un giovane soldato tedesco, quando si stava chinando a raccogliere una cipolla « Questa la vita che si faceva in quell’epoca, sotto i bombardamenti la vita dei ragazzini » . Ecco: un punto di vista. Ma Scemo di guerra è anche una grande avventura picaresca ( una serie di incontri per arrivare a costituire una società, mille lire il capitale necessario per comprare un maiale, che però alla fine si scoprirà già morto di fame) che raccoglie all’interno una molteplicità di altri racconti, esperienze vissute, raccontate come tali da chi magari le aveva solo ascoltate. Ma esperienze di vita diventano comunque perché penetrano nel profondo, lasciando tracce che ancora pulsano, acquistando nuovo senso, mescolandosi la dimensione mitica e personale, come per quella scena di notte al fiume, quando l’acqua sembra ferma come in un bicchiere e i morti possono risuscitare. Ascanio Celestini è solo in scena, pochi elementi che definiscono lo spazio, alcune luci che a tratti mutano. Lui siede, sta, le mani ferme sulle ginocchia. Solo a tratti si alza, i movimenti sempre trattenuti. Segue il suo groviglioso andare, che però si scioglie e si dipana meravigliosamente. Ritornano omericamente le caratteristiche di alcune situazioni ( la notte durante la guerra con il canto dei grilli, il braccino secco dello scemo di guerra che voleva la cipolla). Ma ci sono anche il bombardamento di San Lorenzo e il rastrellamento del Quadraro. Tanti personaggi, come il vecchio che aveva preso le scarpe del soldato russo sepolto ancora vivo, o Giubileo che amava gli animali e sognava di allevare mosche e scimmie – e d’indimenticabile commozione alcune descrizioni, come quella primavera sospesa a metà, gli alberi di prugne in fiore osservati dal treno che stava portando i « volontari » , i giovani rastrellati a Roma, al nord, Fossoli, Praga, venduti quindi come mano d’opera alla Siemens. Ed è nella follia della guerra, la lontananza, il cibo sempre insufficiente, che s’inserisce la storia del patto con la Madonna, le mosche avrebbero fatto sparire il corpo di Cristo e loro non avrebbero mai pi ù sofferto la fame. Si sorride e si ride anche ascoltando, con infinita dolcezza, che è la dimensione di Scemo di guerra : nessuno viene mai giudicato e la speciale musicalità di quel dire, favorisce quella sorta di dilatata tolleranza. Lasciando spazio anche al silenzio: il padre, Gaetano/ Nino ( aveva il nome del fratello morto ma non era bello che al nome di un morto rispondesse un vivo), non vorrà spiegare la storia, a lui del tutto chiara, di quel doppio, del giovane soldato tedesco che si era impiccato, e di Giubileo morto così come aveva predetto la mosca, le due metà di una stessa goccia, entrambi con quella macchia sul viso « che non si può raccontare » . Del destino di alcuni dirà al termine Ascanio Celestini, di suo nonno che lavorava al cinema Iris oggi Gioiello, della trattoria della signora Irma ( che aveva dato il via alla « società del maiale » ) ora ristorante cinese, dello scemo di guerra che era poi diventato fiorista con tanto di licenza – e di suo padre, che era divenuto restauratore di mobili, che amava tanto raccontare, alla fine solo una firma come segno, conferma, di tanto dire. Tutto muta, si trasforma, le vite si concludono. Restano però le storie. E al termine si ascolta proprio la voce del padre che ricorda quando, in tempo di guerra, stava raccogliendo una cipolla. Una commovente circolarità. E il pubblico che riempiva la sala ha applaudito ancora e ancora Ascanio Celestini.
    Gazzetta di Parma - martedi 23 novembre 2004  (ascaniocelestini/scemo di guerra)
  3. 'Radio clandestina2005 - di Ascanio Celestini regia Ascanio Celestini con Ascanio Celestini  Si tratta del monologo teatrale che Celestini ha composto ispirandosi al libro di Alessandro Portelli, "L'ordine è già stato eseguito", in cui l'autore ricostruisce l'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. Una storia raccontata dal "basso", dalle strade e dai quartieri poveri di una Roma ferita da bombardamenti e rastrellamenti, brulicante di un'umanità offesa, umiliata da una vicenda atroce e incomprensibile. Di quell'umanità l'attore e scrittore fornisce un ritratto partecipato, in cui lo spettacolo prende corpo e in cui la sua voce diventa quella di un'intera città.
  4. 'Workshop con Ascanio Celestini' 2009 (documento - alla fine del video il link alla seconda parte)  
  5. 'Lotta di classe' 2012 - Ascanio Celestini legge un brano "Lotta di Classe": indimenticabile serata all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi (alla fine del video i link alla altre 3 parti)


 
Lucinda CHILDS  Correografa/danzatrice   [Profilo] [Sito Lucinda Childs]
'DANCE' Rif. www.youtube.com/watch?v=uL6biLqfHi8
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Richard CIESLAK  Regista/Attore

'Il corpo parla Ryszard Cieslak(alla fine del video il link alle altre 2 parti)  Rif. http://www.youtube.com/watch?v=TI-p3KmpfDM 
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  • 'Teatro laboratório: Apocalypsis cum Figuris' (prod.1968) 1979registrazione di Ermanno Olmi (alla fine del video il link alle altre 6 parti)  - Nonostante il passaggio al cinema narrativo, Ermanno Olmi non ha mai abbandonato il documentario; la sua attività è proseguita in televisione con oltre venti titoli, che spaziano in un ambito di interessi assai diversificati: dall'affabulazione (Giovani, 1967, noto anche come Racconti di giovani amori, tre episodi, nell'ultimo dei quali Olmi interpreta un avvocato difensore) all'inchiesta giornalistica (Chi legge in Italia ‒ Dibattito su don Milani, 1970), dalla rievocazione storica (Nascita di una formazione partigiana, 1973; Alcide De Gasperi, 1974) alla registrazione teatrale (Apocalypsis cum figuris, 1979, di Jerzy Grotowsky), dal dibattito (Del perdono, 1983, dialogo con il cardinale C.M. Martini) alla sperimentazione di formule inedite, attingendo talvolta a risultati di poesia (come in Milano '83, 1983; Lungo il fiume, 1992).
   

Jean COCTEAU  Drammaturgo/Regista/Attore   [Profilo] [Sito Cocteau

'Portrait of Jean Cocteau'   Rif. http://www.youtube.com/watch?v=xlmHLa55wMw
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  1. 'Jean Cocteau' (documentario - francese - sottottoli inglese - alla fine del video i link alle altre 6 parti)
  2. 'Le sang d'un poète' 1930 - di Jean Cocteau  regia Jean Cocteau scritto da Jean Cocteau star: Enrique Rivero, Elizabeth Lee Miller e Pauline Carton (cortometraggio - francese) - Un fim d'avanguardia per la regia di Jean Cocteau e finanziato da Charles, visconte di Noailles. Il fotografo Lee Miller fece la sua unica apparizione cinematografica in questo film, e dispone anche di un aspetto dal famoso Barbette trapezista. E 'la prima parte della Trilogia orfica, che è proseguita nel Orphée (1950) e si è conclusa con Testament di Orfeo (1960).
  3. 'Blood of a Poet' 1930 (ried. 2012) (documentario - franceseCocteau described its disturbing series of voyeuristic tableaux as "a descent into oneself, a way of using the mechanism of the dream without sleeping, a crooked candle, often mysteriously blown out, carried about in the night of the human body."
  4. 'The Infernal Machine' 1934 - de Jean Cocteau directed by Howard Sackler avec: Margaret Leighton Jeremy Brett Diane Cilento Alan Webb Marian Karlin Patrick Magee (registrazione sonora - inglese - alla fine del file il link alla seconda parte) 
  5. 'Le 'Baron Fantôme' 1943 - un film de Serge de Poligny dialogues Jean Cocteau musique Luis Beydts avec: Aim Clariond avec: André Lefaur, Odette Jojeux, Jany Holt, Alain Cuny, Gabrielle Dorziat et Alerme, Claude Sainval, Marie Magali, Charles Vissieres, Margherite Pierry (film - francese)
  6. 'La belle et la bête' 1946 - de Jean Cocteau cast: Jean Marais, Josette Day, Mila Parélj, Nane Germon, Michel Auclair, Raoul Marco, Marcel André - Version restaurée Opera music by Philip Glass (1994) (film - francese - sottotitoli inglese)
  7. 'Una voce umana' (dal film L'amore di Roberto Rossellini) 1948 - da Jean Cocteau con Anna Magnani (alla fine del video il link alle altre 2 parti) -Questo film è un omaggio all’arte di Anna MagnaniRoberto Rossellini. Sono queste le parole che troviamo preposte al secondo episodio de “L’Amore” e basta questa breve frase per comprendere l’indirizzo di tutto il film come una celebrazione dell’arte indiscussa, e qui messa in particolare risalto, di un’attrice universale come Anna Magnani. Il film si divide in due episodi : “ Una voce umana” e “ Il Miracolo”. Il primo è ispirato a “ La voce umana” opera teatrale degli anni trenta, in un atto unico, scritta dal famoso drammaturgo francese Jean Cocteau; mentre il secondo è tratto da un soggetto di Federico Fellini e venne unito al primo, tra l’altro girato l’anno precedente, al fine di poter arrivare ad un tempo sufficiente per produrre un film. Ne “Una voce umana” ci troviamo di fronte alla vicenda di una donna che attende disperatamente l’ultima telefonata del suo amante che l’ha lasciata. L’ambientazione è quella di un appartamento, del quale vediamo solamente una camera da letto ed un bagno, solo successivamente, in una scena conclusiva, la protagonista attraverserà un corridoio. I primi minuti trascorrono nel quasi silenzio, la donna di cui non conosciamo nulla, di cui non sappiamo, e non sapremo mai, nemmeno il nome, si guarda allo specchio, scruta il suo viso segnato da rughe di disperazione, sospira, gli occhi pervasi da una velata tristezza, le mani sfiorano il telefono nero sul comodino, l’ambiente stesso è pervaso da una profonda inquietudine. Squilla per la prima volta il telefono (saranno quattro in tutto le telefonate: tre dell’amante e una della donna) , la protagonista risponde “pronto, pronto sei tu, pronto…” cercando di non far trapelare la propria angoscia , angoscia che invece lo spettatore percepisce dalla sua espressione e dal suo continuo cambiar posizione sul letto su cui è sdraiata. Durante la conversazione, lei risponde alle domande dell’uomo, domande che possiamo solo dedurre dalle risposte, la voce dall’altro capo del telefono non si sentirà mai, escluso qualche bisbiglio e qualche parola non facilmente intuibile; racconta di essere uscita, di essere appena rientrata a casa e  di indossare ancora  il vestito di raso nero, il tutto cercando di rimanere in una compostezza lacerante. “ Ho deciso di esser forte” dirà, tentando quasi una sorta  di auto convincimento a quel terribile dolore della separazione dall’amore profondo e viscerale per quell’uomo che  sta  per sposare  un’altra . Ma il tono di lì a poco si alzerà, non appena l’uomo le dirà che sarebbe partito il giorno seguente  “domani, già domani parti, non sapevo fosse così presto”, la compostezza della voce inizia a crollare,  si fa più incalzante nell’ultima richiesta che la donna fa all’ uomo amato di conservare la cenere delle lettere che gli aveva scritto e che lui avrebbe bruciato, di metterla “in quell’ ”astuccio di tartaruga.. quello per le sigarette” che lei gli aveva regalato e di fargliela avere. Le parole sono rotte dal pianto che  non riesce più ad esser contenuto, le labbra deliziosamente tracciate da un elegante trucco accennano una smorfia di dolore, il viso è  rigato dalle lacrime. A quel punto, caduta la linea, lei lo richiama e scopre che in realtà lui non le sta telefonando da casa.  Nel buio della stanza e nel silenzio, udiamo solamente in lontananza voci confuse e il pianto di un bambino, protagonista della recitazione diventa ora l’espressione di questa donna. Rossellini, come lui stesso dichiarò, ha usato la telecamera “ come un microscopio” capace di andare a scrutare ogni lineamento di quel viso, ogni mutamento di quegli occhi che parlano laddove le parole vengono meno. Allo squillo del telefono un nuovo cambiamento nel timbro della voce, l’uomo si accorge di qualcosa, lei si limita a rispondere “ non ho niente  ho lo stesso tono di prima” ma ormai  non è più disposta a mentire trasmettendogli la sua  disperazione, confessandogli di aver tentato perfino il suicidio. E quando lui riattacca, promettendo di richiamarla, la tensione raggiunge il culmine, il rumore di un’auto e passi che si avvicinano le fanno sperare siano quelli dell’amato, la fanno correre fino alla porta d’ingresso, ma non sarà lui. Arriverà l’ultima telefonata, quella dell’addio, è l’ultima disperata conversazione che si chiuderà con un ripetuto e struggente “ ti amo”.
  8. 'Colette' 1951 - directed Yannick Bellon music composed Guy Bernard - Orchestra André Girard avec: Colette, Jean Cocteau, Maurice Goudeket, Pauline Tissandier, Georges Wague (documentario - francese)
  9. 'La Villa Santo  Sospir' 1952 - montrée et commentée Jean Cocteau (documentario - francese)
  10. 'Le Bel Indifférent' 1957 - written by Jean Cocteau director Jacques Demyfor avec Edith Piaf (registrazione sonora - francese - alla fine del file il link alle altre 3 parti) - Jacques Demy's first fictional short is a very personal adaptation of the play Jean Cocteau had written for Edith Piaf in the early years of WWII. Jeanne Allard stars as a woman obsessed by Emile, her "bel indifférent," as she awaits him, attuned to every sound that enters her small hotel room; a night of jealousy, rage, forgiveness, and suicide threats ensues. - Il primo cortometraggio di finzione di Jacques Demy, adattamento molto personale dell'opera di Jean Cocteau che aveva scritto per Edith Piaf nei primi anni della seconda guerra mondiale. Jeanne Allard è una donna ossessionata da Emile, il suo "bel indifferente", lei lo aspetta, in sintonia con ogni suono che entra la sua piccola camera d'albergo, una notte di gelosia, di rabbia, di perdono, minacciato dal suicidio che ne consegue. 
  11. 'La voix humaine' 1957 - de Jean Cocteau avec Berthe Bovy (registrazione sonora con foto - francese)
  12. '8 x 8 A Chess' (8 x 8 A Scacchi) 1957 - by Hans Richter in cooperation with: Jean Arp, Jacquiline Matisse, Jves Tanguj, Julian Larj, Alexander Calder,Eugene Pellegrini, Dorothea e Max Ernst, Jean Cocteau (film - inglese) - Sonata in 8 Movements is an American experimental film directed by Hans Richter, Marcel Duchamp, and Jean Cocteau released on March 15, 1957 in New York City. It features original music by Robert Abramson, John Gruen and Douglas Townsend. Described by Richter as "part Freud, part Lewis Carroll," it is a fairy tale for the subconscious based on the game of chess. While living in New York, Hans Richter directed two feature films, Dreams That Money Can Buy and 8x8: A Chess Sonata in collaboration with Max Ernst, Cocteau, Paul Bowles, Fernand Leger, Alexander Calder, Duchamp, and others, which was partially filmed on the lawn of his summer house in Southbury, Connecticut.
  13. 'Le testament d'Orphée' 1960 - réalisation Jean Cocteau cast: Jean Cocteau, Jean Marais, Maria Casarès, François Périer, Edouard Dermit, Claudine Auger, Charles Aznavour, Lucia Bosé, Yul Brynner, Françoise Christophe, Nicole Courcel, Henri Crémieux, Luis Miguel Dominguín, Daniel Gélin, Jean-Pierre Léaud, Serge Lifar, Pablo Picasso, Françoise Sagan, Alice Sapritch, Annette Vadim, Roger Vadim, Francine Weisweiller - Fiche technique: scénario Jean Cocteau dialogues Jean Cocteau musique Georges Auric, Martial Solal musiques additionnelles Christoph Willibald Gluck, Georg Friedrich Haendel, Richard Wagner conseillers techniques Claude Pinoteau, Étienne Périer direction de la photographie Roland Pontoizeau son Pierre Bertrand, René Sarazin montage Marie-Josèphe Yoyotte décors Pierre Guffroy costumes Janine Janet photographe de plateau Léo Mirkine producteur Jean Thuillier producteur associé Yul Brynner assistant de production François Truffaut (film) (Wikipedia/Il testamento di Orfeo - Cocteau)
  14. 'The human voice' 1966 - Adattamento dell'omonimo monologo scritto da Jean Cocteau - regia di Ted Kotcheff con Ingrid Bergman (film - inglese - alla fine del video il lnk alle altre 4 parti) - Una donna di mezza età (Ingrid Bergman) è al telefono con l'uomo che ama. Lui la sta lasciando e lei cede alla più profonda disperazione, a un passo dal crollo psicologico.
  15. 'The human voice' 1966 - Adattamento dell'omonimo monologo scritto da Jean Cocteau - regia di Ted Kotcheff con Ingrid Bergman (film - inglese - alla fine del video il lnk alle altre 4 parti)  - Una donna di mezza età (Ingrid Bergman) è al telefono con l'uomo che ama. Lui la sta lasciando e lei cede alla più profonda disperazione, a un passo dal crollo psicologico.
  16. 'Oedipus Rex' (Edipo Re) 1984 - di Sofocle musique Igor Stravinsky texte Jean Cocteau direction Bernard Haitink  cast: Neil Rosenshein, Dame Felicity Palmer, Claudio Desderi, Anton Scharinger, Justin Lavender, Jean Rochefort Orchestre du Concertgebouw. Choeur de la N.O.S. Mise en scène et décors Harry Wich. - Théâtre Carré à Amsterdam  (ripresa teatrale - francese/olandese (?) - alla fine del video il link alla seconda parte) (Wikipedia/Oedipus Rex - Stravinskij)
  17. 'Intimavox' (Una voce umana) 2008 - di Jean Cocteau con Emy Spataro (ripresa teatrale - alla fine del video il link all altre 4 parti) - Emy Spataro (Emyliu') mette in scena nella propria casa la celebre piece di Cocteau, interpretata negli anni 60 da Anna Magnani. L'ispirazione di questo esperimento di video-teatro domestico e' proprio una videocassetta del cortometraggio "L'amore" di Roberto Rossellini con l'amata Anna Magnani, custodita gelosamente da tempo, con l'idea larvata di realizzarne un video-monologo autoprodotto. Adattando l'atto unico di Cocteau nel quotidiano contemporaneo, l'antico telefono con filo diventa un tecnologico cellulare, il racconto di un incontro nell'atelier della modista cambia locazione in una cibernetica conversazione in chat, il cane "Micia" assume le sembianze del gatto "Bijoux"; mentre la sofferente protagonista del dramma si tramuta in una postmoderna persona transgender che attende l'ultima telefonata dall'amato, prima del doloroso distacco... Tutto nel rispetto della drammaturgia del testo, dando umana voce, anima e corpo alla claustrofobica sofferenza causata dal disamore... 
  18. 'Le bel indifférent. Lis ton journal' 2010 - de Jean Cocteau avec Laura Lago. Réal. Nanou Garcia. Cadre: Arthru Gouvy. Frijolito Films (ripresa teatrale - francese)
  19. 'Coup de foudre, based on the blood of a poet' 2010 - by Jean Cocteau DJ Spooky, Melvil Van Peebles, Corey Baker, Telos Ensemble - Guggenheim Sackler Center for Arts Education - New York (ripresa teatrale - inglese) - In a theatrical reinterpretation of Cocteau's filmic masterpiece, three generations of groundbreaking African American artists connect through a je ne sais quoi of French culture. Paul Miller a.k.a. DJ Spooky that Subliminal Kid performs his own original music score, mixing live instruments and studio recordings with the Telos Ensemble, while Corey Baker, artistic codirector of Ballet Noir and current Fela! star, converts the extreme physicality of the lead film character into choreographic moments. Emmy award-winning Melvin Van Peebles, "the godfather of independent film and modern black cinema," simultaneously reads Cocteau poems. Coup de Foudre explores the ambiguous relationship between modern compositional strategies, based on sampling and digital media, and the experience of tying cinematic history to contemporary times. A post-performance discussion with the artists follows moderated by Christoph Cox, professor of philosophy, Hampshire College. - (Una rilettura teatrale del capolavoro cinematografico di Cocteau. Tre generazioni di rivoluzionari artisti afro-americani si collegano attraverso un je ne sais quoi della cultura francese. Paul Miller aka DJ Spooky che Kid Subliminal svolge la propria partitura musicale originale, mescolando strumenti dal vivo e registrazioni in studio con l'Ensemble Telos, mentre Corey Baker, condirettore artistico del Balletto Noir converte l'estrema fisicità del personaggio cinematografico in momenti coreografici. Emmy award-winning Melvin Van Peebles, "il padrino del cinema indipendente nero moderno", legge simultaneamente le poesie di Cocteau. Coup de Foudre esplora il rapporto ambiguo tra strategie compositive moderne, sulla base del campionamento e dei media digitali e l'esperienza di legare storia cinematografica all'età contemporanea. Una discussione post-spettacolo con gli artisti segue moderato da Christoph Cox, professore di filosofia, Hampshire College.   
  20. 'Los padres terribles' (I parenti terribili) 2012 - de Jean Cocteau con Mirta Buselli, Noemi Frenkel, Luis Machìn, Niahue Perez BiscayartI, Maria Alché dirección Alejandra Ciurlanti - Pandora producciones - Barcellona (ripresa teatrale - spagnolo - alla fine del video il link alle altre 7 parti)
  21. 'Жан Кокто' (Jean Cocteau) - 2013 (documentario - francese con sottititoli russo) - Маленькая экскурсия в мир поэта, собранная из многих работ. Для любителей и интересующихся. (Una escusione nel mondo del grande artista francese)



John COLTRANE   Sassofonista/Compositore   [Profilo]
'Live in 1960/61/65' Rif.http://www.youtube.com/watch?v=xEgp-cckoz4

Altri Video
  • 'Hackensack' 1960 (registrazione da concerto) - John Coltrane and Stan Getz together is rare. Recorded in Germany 1960. Oscar Peterson pno. Paul Chambers bass, Jimmy Cobb drs. - John Coltrane e Stan Getz in una rara esibizione insieme, registrata in Germania. Altri musicisti: Oscar Peterson al piano. Paul Chambers contrabbasso e Jimmy Cobb drs.
  • 'Alabama' 1970 - John Coltrane (tenor sax)

  • REGISTRAZIONI E PROGRAMMI COMPLETI
  1. 'John Coltrane - Live' 1960/61/65 (riprese da concerti) - John Coltrane provides an epic 95-minute overview of a true giant of 20th-century music. Three separate shows reveal Coltrane's ascending creative arc from hard bop innovator as a member of the Miles Davis Quartet in 1960 to consummate bandleader in 1961 to unrivalled jazz visionary in 1965. This DVD not only features Trane's classic quartet with Elvin Jones (drums), Jimmy Garrison (bass) and McCoy Tyner (piano), but also spotlights him onstage with other jazz legends including Stan Getz, Eric Dolphy and Oscar Peterson. Includes mind-blowing versions of his signature tunes "My Favorite Things" and "Impressions".  - John Coltrane ci fornisce 95 minuti di 'ascolto epico' del gigante della musica del 20 ° secolo. Tre spettacoli separati rivelano un arco creativo ascendente di Coltrane da innovatore hard bop come membro del Miles Davis Quartet nel 1960 al bandleader consumato nel 1961 al visionario jazzista nel 1965. Questo video contiene non solo quartetto classico di Trane con Elvin Jones (batteria), Jimmy Garrison (basso) e McCoy Tyner (piano), ma mette sul palco altre leggende del jazz tra cui Stan Getz, Eric Dolphy e Oscar Peterson. Include strabiliante versioni delle sue sigle "My Favorite Things" e "Impressions".  
  2. 'A True Innovator - The John Coltraine Quartet' 1963 (riprese concerto - inglese - alla fine del video il link alla seconda parte) 
  3. 'The World According to John Coltrane' (Il mondo secondo John Coltrane) 1990 (riprese da concerti e interviste inglese)  - Produced with the cooperation of his widow Alice Coltrane, the documentary focuses on the later period of Coltrane's work where he explored themes of Eastern spirituality. This is a retrospective documentary on the life and music of saxophonist John Coltrane, featuring reminiscences and interviews with his contemporaries and fellow musicians. Musicians interviewed include: Roscoe Mitchell (saxophonist), Rashied Ali (drummer), Tommy Flanagan (pianist), Jimmy Heath (saxophonist), Wayne Shorter (saxophonist), La Monte Young (composer), Alice Coltrane (wife, pianist, harpist), -  Prodotto con la collaborazione della vedova Alice Coltrane, il documentario si concentra sul periodo successivo del lavoro di Coltrane, dove ha esplorato temi della spiritualità orientale. Questo è un documentario retrospettivo sulla vita e la musica del sassofonista John Coltrane, con reminiscenze e interviste con i suoi contemporanei e colleghi musicisti
  4. 'John Coltrane 1926-1967' 1996 (documentario - francese/inglese - alla fine del video il link alla seconda parte) 



Paolo CONTE   Cantautore/Artista   [Profilo]
'Boogie' animazione di Vincenzo Gioanola  Rif. http://www.youtube.com/watch?v=i-2KCooRph4
Altri Video
  1. 'Live Amsterdam - Royal Theatre Carrè' 1988
  2. 'Concerto live in Montreux Jazz Festival' 1989
  3. 'Concerto Asti' 1997
  4. 'Concerto live Arena di Verona' 2005



Merce CUNNINGHAM  Coreografo/Danzatore   [Profilo] [Sito Merce] 


'Chance Conversations: an interview with Merce Cunningham and John Cage' (inglese)
Rif.http://www.youtube.com/watch?v=ZNGpjXZovgk
Altri Video

 

Mimmo CUTICCHIO  Puparo/Attore   [Profilo] [Sito Figli d'Arte Cuticchio
INCONTRO CON MIMMO CUTICCHIO   Rif. www.youtube.com/watch?v=vAdwEB5G2HQ
Altri Video
  1. 'Cunti e canti nelle piazze di Polizzi' 2008 (documentario) - Questo bellissimo documentario è stato realizzato da Daniele Ciprì che ha documentato la venticinquesima edizione del Festival di teatro di figura La Macchina dei Sogni di Mimmo Cuticchio realizzato nelle strade e nelle piazze di Polizzi Generosa (Palermo) 
  2. 'Storie di Sicilia - Pupe, Pupi e Pupari - Mimmo Cuticchio' 2011 - conduce Rossella Puccio  (documentario - alla fine del video il link alle altre 2 parti)  
  3. 'Sciarrino Gesualdo e i Pupi di Mimmo Cuticchio' 2011 Documentario sullo spettacolo di Opera dei Pupi e Musica diretto da Mimmo Cuticchio con le musiche di scena composte da Salvatore Sciarrino - Si ringrazia: Mimmo Cuticchio, Salvatore Sciarrino, Dario Oliveri, Giacomo Cuticchio, Figli d'Arte Cuticchio - Un programma a cura di: Amerigo Daveri e Maria Mauti
  4. 'Mimmo Cuticchio al Teatro Garibaldi Aperto' 2012  Il Teatro Garibaldi ospita in un incontro pubblico Mimmo Cuticchio. Giacomo Guarneri e Ugo Giacomazzi presentano l'intervento.
  5. 'Omaggio a Mimmo Cuticchio' 2013 Magazzini Einstein (RAI Storia) è un Documentario su Mimmo Cuticchio durante la sua residenza artistica presso il Teatro Eleonora Duse di Roma. Il documentario è di Maria Paola Orlandini a cura di Serena Fazzina produttore esecutivo Daniele Domenicucci  regia Patrizia Colaci. 
Informazioni da Archivio LePera






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